Estate 2020: un Monviso da scoprire…

Il Monviso è un territorio intriso di una forte cultura e di un grande patrimonio identitario, dove convivono più realtà e storie che fanno da sfondo ad una natura unica nel suo genere

Terres Monviso - Oncino

Estate 2020: un Monviso da scoprire…

Il Monviso è un territorio intriso di una forte cultura e di un grande patrimonio identitario, dove convivono più realtà e storie che fanno da sfondo ad una natura unica nel suo genere: un repertorio illimitato di forme, di colori, di sapori e di suoni. Un piccolo lembo di Piemonte che ha ottenuto il riconoscimento dall’UNESCO come Riserva della Biosfera del Monviso, grazie al suo ideale platonico di montagna: una piramide perfetta, la “punta” più alta tra le cime che la circondano, maestosa nel suo svettare. Al di sotto le valli Pellice, Po e Varaita e la pianura pedemontana saluzzese e pinerolese raccontano la loro appartenenza alla cultura occitana, che si respira nella natura, tra escursioni, cicloturismo, passeggiate nei boschi e riserve naturalistiche. Non si tratta solo di un patrimonio paesaggistico: musei, chiese, castelli e piccoli borghi tipici sono un vero e proprio patrimonio culturale nazionale, così come il gusto, con le sue eccellenze enogastronomiche e, infine, i festival che ogni anno raccontano il Monviso attraverso eventi enogastronomici, naturalistici, rassegne culturali e competizioni sportive. Il Monviso non è quindi soltanto una montagna, ma un mondo che si irradia nel territorio che lo circonda grazie alla sua poetica maestosità e alla forza della sua storia millenaria che, ancora oggi, affascina chiunque vi poggi lo sguardo. Queste valli sono il territorio ideale per chi ama la montagna e la natura e soprattutto lo sport all’aria aperta, ma anche il cibo della tradizione del territorio che fa parte dell’Atlante dei sapori del Monviso e delle Terre Occitane.

Terres Monviso - Valle Po
Valle Po

Tra le splendide città d’arte della pianura, Saluzzo, antica capitale del Marchesato, è porta d’ingresso alle cinque valli alpine che confluiscono naturalmente, da vette maestose, verso un fondovalle ricco e accogliente. Preziose emergenze culturali, paesaggistiche e gastronomiche si ritrovano disseminate un po’ ovunque, tra i comuni di pianura e le Valli Po, Varaita, Maira, Grana e Stura.

Diverse le esperienze possibili che questo territorio offre ai visitatori: dal trekking alle passeggiate a cavallo; dal mountain bike all’arrampicata sportiva e su ghiaccio; dal kite surf al parapendio; dallo sci alpino a quello di fondo; dalla canoa al rafting, fino ad arrivare ai diversi percorsi di ricerca dei cibi della tradizione. In particolare:

OUTDOOR ESTIVO:

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L’Orizzonte Monviso, un anello escursionistico di singolare bellezza e varietà. Proprio per la ricchezza degli ambienti attraversati è adatto ad essere percorso da chi è in cerca di un trekking estremamente appagante sotto molti punti di vista: propone infatti continui spunti culturali, artistici ed ambientali. La sua perla preziosa è l’orizzonte che si staglia come un dipinto nello sguardo di chi si avvia a percorrerlo: quel Monviso che appare e dispare, che dopo breve dislivello o su versante opposto presenta di sé un volto non noto, una sfaccettatura inedita, un colore insolito. Il camminare sarà una scoperta continua e il dislivello relativamente contenuto dell’itinerario ripagherà la lunghezza di alcune tappe. Con questo anello viene offerta all’escursionista la possibilità di avvicinarsi al mondo delle terre alte della Valle Po percorrendone i sentieri e scoprendone gradatamente i mille volti. I comuni di Sanfront, Paesana, Oncino, Ostana e Crissolo, legano l’itinerario attraverso una fitta rete di sentieri che lambisce borgate e luoghi lontani dalle vie principali note a tutti; percorsi curati e segnalati che hanno nel Re di Pietra l’orizzonte costante di questo entusiasmante anello escursionistico. Orizzonte Monviso costituisce anche un’interessante offerta per bikers con buona preparazione fisica; la cospicua presenza di strade sterrate e mulattiere su cui si sviluppa il tracciato saranno certamente in grado di soddisfare le aspettative di tutti. Buona parte dell’anello è infatti percorribile in sella, con tempi e sviluppi modulabili sulla capacità e resistenza di ciascuno.

Il Tour di Viso – che ha come punti di appoggio alcuni rifugi costruiti attorno alla cima più alta delle Alpi Cozie – fu documentato per la prima volta dall’inglese David Forbes, insieme a una guida locale nel 1839. A questa testimonianza, ne seguirono altre: nel 1863, infatti, Quintino Sella guidò la prima cordata italiana sulla vetta del Monviso e, sulla scia dell’entusiasmo, fondò il Club Alpino Italiano. Il Monviso divenne così simbolo dell’alpinismo su scala nazionale, ma il successo che ne derivò e la presenza sempre più massiccia di alpinisti richiesero la costruzione di ricoveri per la sosta. L’inaugurazione del Rifugio Quintino Sella nel 1905, ad esempio, permise al “Gran Tour di Viso” di divenire una “classica” dell’escursionismo soprattutto a partire dai decenni 60’ e 70’ del XX secolo.

Valle Varaita Trekking è un percorso di 12 tappe che percorre l’intero territorio della Valle Varaita, salendo dal versante esposto a sud e scendendo da quello opposto. Un trekking bilanciato che tocca i paesi della Valle in modo da avere una buona disponibilità di posti tappa per alloggiare e per avere la possibilità di rifornire le proprie provviste.

Attraversando tutta la valle, si può godere di una grande varietà di paesaggi: la parte alta, ideale per l’estate con gli ambienti in quota, la media valle, con le numerosissime borgate che testimoniano la presenza dell’economia agricola sino ad un recente passato, e la parte bassa, ottima meta per le passeggiate anche durante la stagione invernale.

Il trekking può essere percorso nella sua interezza, ma può anche essere un ottimo spunto per escursioni di una singola giornata e anelli più corti. Lo scopo del Valle Varaita Trekking è garantire la fruibilità dei sentieri mantenendoli puliti e segnalati e promuovere l’escursionismo come forma di turismo dolce, interessato e a basso impatto.

Il Valle Bronda Trekking rappresenta un autentico scrigno di arte e storia, a cominciare dalla cappella campestre di San Ponzio con affreschi attribuiti a Pietro da Saluzzo, il Castello di Castellar che risale al XIV secolo (l’interno ospita il Museo delle uniformi del Regio Esercito Italiano) costruito su uno sperone roccioso, la Torre dell’Orologio (quanto resta dell’antico castello, fatto risalire al XII secolo) che domina su Brondello con l’antico ponte medioevale ad arco in pietra. Il percorso proposto conduce l’escursionista prima sul versante solatio e poi su quello più ombroso della valle, attraverso un tracciato che si mantiene costantemente in quota sulle dorsali intervallive, da cui si scende soltanto per raggiungere le strutture di accoglienza poste nei tre paesi di Castellar, Pagno e Brondello, pronte ad offrire i loro prodotti locali genuini e particolari. Un anello percorribile per gran parte dell’anno, adatto a tutti data la tipologia del fondo, il suo andamento e la lunghezza delle singole tappe, ben segnalate.

L’unione della bassa e dell’alta Valle Maira, con un percorso a tappe, da cui prende vita l’itinerario conosciuto come “Percorsi Occitani”, un anello che in 178 km porta a scoprire gli angoli più suggestivi della valle Maira: dai boschi castagni, ai larici fino ai sensazionali panorami dei pascoli d’alta quota, al cospetto delle numerose vette che superano i 3.000 metri. La ricchezza dell’itinerario è data anche dalla presenza di borgate disseminate lungo il percorso; piccoli gioielli di architettura autoctona in pietra locale e in legno. Non si può rinunciare alla visita dei tanti tesori artistici custoditi nelle chiese e nelle pievi che, improvvise, compaiono lungo il cammino. Tra tutti, il ciclo di affreschi del pittore fiammingo Hans Clemer nella Parrocchiale di Elva. Dal punto di vista naturalistico, come non annoverare la Riserva Naturale dei Ciciu del Villar, con le suggestive erosioni a forma di fungo, il complesso di Rocca Castello – Provenzale, meta ambita dagli appassionati di arrampicata; le Cascate di Stroppia, che in tarda primavera regalano uno spettacolo unico con il loro vertiginoso salto d’acqua e l’altopiano della Gardetta, patrimonio geologico italiano dal 2001, dominato dai 2831 metri di Rocca la Meja. Il pernottamento avviene in strutture ricettive accoglienti, dove gustare i prodotti del territorio in un ambiente familiare e di grande convivialità. L’itinerario è destinato ad un pubblico di camminatori di media esperienza; sul territorio è presente una buona segnaletica. Per i meno allenati è possibile coprire anche solo una parte delle tappe potendo usufruire del servizio di navetta e trasporto bagagli.

La Curnis Auta è un itinerario che percorre l’intera Valle Grana da Caraglio a Castelmagno e termina a Vignolo. Il percorso nella bassa alle si snoda all’interno di boschi di latifoglie e castagneti mentre nel tratto di media e alta valle, principalmente sulla cresta erbosa, attraversa pascoli ed affascinanti borgate alpine. La lunghezza dell’intero tracciato supera gli 80 Km. Il percorso può essere effettuato in 8 tappe, sfruttando le varie piste forestali e strade che raggiungono gli alpeggi. Di particolare interesse lungo il percorso la zona del santuario di San Magno, meta di devozione popolare al cui interno si trova la cappella Allemandi con gli affreschi di Pietro da Saluzzo realizzati intorno al 1475 e il Filatoio di Caraglio “fabbrica da seta” più antica d’Europa.

BIKE

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Il territorio transfrontaliero da Saluzzo a Guillestre si estende dalle valli Infernotto, Po, Bronda, Varaita, Maira, Grana e Stura in Italia a quelle del Guillestrois, dell’Ubaye, Embrunais e del Queyras in Francia. Le strade di questo fronte alpino, su cui domina il Monviso, accolgono ogni anno gli appassionati della bicicletta, che qui possono mettersi alla prova con i Gran Premi della Montagna delle tappe più spettacolari nella storia, tanto del Giro d’Italia quanto del Tour de France. Per valorizzare questo patrimonio, che ha il riconoscimento M.A.B. Unesco, il Comune di Saluzzo e la Communauté del Guillestrois, grazie al fondo europeo Alcotra (cooperazione italo-francese), hanno creato il progetto VéloViso, che mette proprio il cicloturismo “al centro del confine”. In particolare vi sono tre anelli che consentono di percorrere la sommità del monte snodandosi in ambienti molto diversi e garantendo una splendida visuale panoramica, sia sulla pianura, sia sulla catena del Monviso. Questi sentieri salgono tra i boschi di betulle, noccioli e castagni secolari e sono racchiusi da muri di pietra a secco: i bouschet. VéloViso prevede 10 tappe: Saluzzo e la sua pianura; Valli Po, Bronda e Infernotto; Valle Varaita; Valle Maira; Valle Grana; Valle Stura; Queyras; Guillestrois; Serre-Ponçon; Ubaye Serre-Ponçon. I percorsi possibili sono su strada; cicloturismo (aperto a tutti, anche ai più piccoli) e in mountain bike, dove non manca la componente “avventura”: colli, paesaggi alpini d’alta quota, borghi, antichi alpeggi, mulattiere, single trail, strade militari e piste forestali sono solo alcuni degli ingredienti di questa incredibile proposta di viaggio slow da affrontar in più giorni facendo tappa in una delle tante strutture che si incontrano sul percorso: dai rifugi alle locande occitane, dagli hotel ai b&b. L’appagamento finale è tale da ricompensare la fatica spesa nell’affrontare le lunghe salite, i tecnici sentieri e le impegnative discese; un’esperienza unica alla scoperta di un territorio senza confini.

OUTDOOR INVERNALE:

Un progetto che nasce dalla volontà di collaborazione tra la città di Saluzzo, la pianura saluzzese, l’Unione Montana Barge Bagnolo Piemonte, l’Unione dei Comuni del Monviso, le Unioni Montane Valle Varaita, Valle Maira, Valle Grana e Valle Stura. Un territorio che vuole distinguersi per un’offerta di outdoor invernale lontana dalle classiche mete legate ai grandi comprensori sciistici e che punta tutto sulla qualità della ricettività e sul contatto con una natura selvaggia. Le escursioni di sci alpinismo, con le racchette da neve o le scalate su ghiaccio, affrontate da soli o in compagnia delle guide professioniste, diventano le vere protagoniste di una vacanza autentica a contatto con le realtà locali, con chi quotidianamente vive il territorio e con gli straordinari tesori naturalistici, artistico-culturali e le eccellenze agroalimentari che questo territorio custodisce. Un’unica identità per un territorio dalle mille sfaccettature, ma che ha come punto di riferimento l’inconfondibile skyline del Monviso che, con i suoi 3841 m slm, domina valli e pianure circostanti catturando lo sguardo affascinato di chiunque giunga in questa porzione di Alpi Sud Occidentali.

Le tappe previste per l’outdoor invernale sono sei: Saluzzo; Valli Po, Bronda e Infernotto; Valle Varaita; Valla Maira; Valle Grana e Valle Stura. Tutti percorsi praticabili attraverso lo sci alpinistico, le racchette da neve e le arrampicate su cascate di ghiaccio.

ENOGASTRONOMIA

E’ stato realizzato, in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, L’ATLANTE DEI SAPORI del Monviso e delle Terre Occitane.  Tra le oltre 100 pagine si trovano tante ricette, prodotti e produttori scrupolosamente censiti dall’Università. In particolare, oltre 80 prodotti, suddivisi in 7 categorie, frutto di un censimento attento delle materie prime e dei cibi caratteristici del territorio compreso tra le Valli Stura, Grana, Maira, Varaita, Po, Infernotto-Bronda e la Pianura del Saluzzese: carne, pesce e salumi, formaggi, frutta, ortaggi, funghi, tartufi, spezie, miele e dolci, specialità alimentari, vini, birre, liquori e piante officinali. Uno spazio per ogni categoria, in cui sono state privilegiate le produzioni direttamente collegate all’attività primaria, selezionando le realtà e i prodotti caratterizzati da una forte identità territoriale. Ma non solo: animali, produttori, aziende e ciò che fa parte del paesaggio agro-alimentare delle Terre del Monviso.

Per Informazioni:

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