Rivive l’impresa di Fausto Coppi sulle Alpi Piemontesi

La rievocazione storica della Cuneo-Pinerolo in programma il prossimo 10 Giugno avrà anche la caratteristica che ogni partecipante utilizzando abbigliamento e mezzi meccanici all'uopo impersonerà un corridore realmente presente alla tappa del secolo

Rivive l’impresa di Fausto Coppi sulle Alpi Piemontesi

Dopo che il mondo ciclistico, per settimane, durante il recente Giro d’Italia, si è riempito la bocca e ha riempito intere pagine di giornali con la scusa della riproposizione (ma in tono minore) della tappa Cuneo Pinerolo per onorare Fausto Coppi, adesso la carovana si accende per un finale pirotecnico e, come previsto, il silenzio cala sui colli alpini di una tappa che va oltre  la facile e scontata retorica. La vera rievocazione della “tappa del secolo” sarà posta in atto da una trentina di ardimentosi che percorreranno la Cuneo-Pinerolo, 254 chilometri, con le stesse biciclette e il medesimo abbigliamento di 70 anni fa. Il tragitto sarà in tutto e per tutto fedele all’originale. Questi arditi partiranno da Via Roma alle primissime luci dell’alba (ore 4,00) di lunedì 10 giugno (data della frazione storica) con qualunque tempo e con le modalità dell’escursione individuale. Si pensa di arrivare a Pinerolo intorno alle 19,00/20,00.

Ma la Città di Cuneo, che ha sposato l’iniziativa, predisporrà intorno ad essa una vigilia ricca di cultura a cominciare dalla mostra che, da settimane, in San Francesco celebra i 100 anni dalla nascita di Fausto Coppi. Inoltre, sarà possibile gustare un ottimo antipasto domenica 9 giugno in piazza Duccio Galimberti dove avrà luogo la “punzonatura” delle biciclette e la presentazione/foglio firma dei partenti che dimostreranno di essere in grado di sopportare la fatica che unisce, sulle strade della leggenda, Cuneo con Pinerolo.

Sarà una sfida intrigante; innanzitutto per la lunghezza, la partenza nel cuore della notte, la conformità assoluta con le biciclette di allora e la scarsa assistenza al seguito. La lotta sarà contro le avversità, lo scetticismo e l’immancabile ironia degli addetti ai lavori. Saranno, come abbiamo detto, più di 30 velocipedisti, preparati e capaci di amare il “bel ciclismo” da cui è nato Brunero, Bartali, ma anche Taccone e Miro Panizza. Non dovranno ritirare “il pacco-gara”, non subiranno le griglie e il microchip; non avranno  la diretta televisiva. Non servirà il fotografo ufficiale. Non necessiteranno di mega-sponsor ma di amici, Non avranno il grande pubblico ma esterrefatti automobilisti e valligiani. Alla fine non ci sarà il “pasta party” ma un piatto di ravioli al sugo… Importante sarà far capire che la passione e la storia sono più appaganti e sinceri del cambio elettronico, della Var o del dott. Schmidt.  

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