#Giro – A Frascati un complicato finale premia Carapaz e Roglic.

CARAPAZ ESULTA, ROGLIC ALLUNGA, DUMOULIN CHE SFORTUNA! L'ecuadoriano si impone sul traguardo di Frascati, lo sloveno guadagna su tutti gli avversari, l'olandese cade, si fa male al ginocchio sinistro e perde minuti preziosi.

Richard Carapaz (Movistar Team), vincitore di tappa a Frascati - Foto Gian Mattia D'Alberto - LaPresse

Quella che poteva essere una tappa tranquilla, si è dimostrata una di quelle fondamentali per la conquista della Maglia Rosa a Verona il prossimo 2 Giugno.

Una caduta ai meno sei ha spezzato il gruppo. Davanti sono così rimasti tra gli uomini di Classifica i soli Roglic e Carapaz.

È lo stesso Diego Ulissi, terzo sul traguardo, a raccontare cosa è successo nel concitato finale, quando i suoi compagni di squadra e quelli di Demare, presenti davanti hanno preso in mano la situazione.

Quando si è verificata la caduta,siamo riusciti a rimanere in tre nel drappello di testa. Ero con Conti e Marcato, loro due hanno provato a impostare un passo sostenuto, dato che sapevamo che il finale non era troppo duro e che con noi c’erano anche velocisti come Viviani, Demare, Ewan e Ackermann. Carapaz ha colto il momento perfetto per partire, seguito più tardi da Ewan con una volata efficace: mi sono ritrovato terzo.
Quando è partito Carapaz, ho provato ad attendere la reazione di qualcuno, ma non c’è stata nell’immediato. Avrei preferito ovviamente vincere ma, considerando che il finale non era troppo selettivo e che abbiamo fatto il massimo per renderlo duro, non ho rimpianti e guardo agli aspetti positivi, ovvero alle ottime sensazioni avvertite in gara
“.

Come si evince dalle parole del ciclista della UAE Team Emirates, Richard, Carapaz (Movistar Team) è andato a raccogliere il successo anticipando tutti e sfruttando un attimo di indecisione tra chi avrebbe dovuto chiudere subito il buco. L’ecuadoregno ha avuto comunque due meriti, quello di cogliere l’attimo giusto nonostante la confusione e la frenesia del momento e quello di aver resistito alla perentoria rimonta di Caleb Ewan, sempre a suo agio in traguardi come quello odierno. Terza piazza per il già citato Diego Ulissi, che avrebbe forse preferito delle pendenze più dure per poter dire la sua.

La caduta, sembra innescata da Salvatore Puccio (Team INEOS) rischia di passare alla storia di questo Giro come una delle Pietre Miliari del cammino verso la Maglia Rosa di Verona. In chiave Classifica Generale, tra i nomi che riempivano i discorsi della vigilia, i più fortunati hanno pagato “solo” 18″. Peggio è andata a Mikel Landa che ne ha lasciato sulla strada 44, mentre giornata da dimenticare per Tom Doumulin. L’olandese vincitore del Giro 2017 è arrivato sul traguardo dolorante e scortato dai suoi dopo oltre 4 minuti dal vincitore. Per accertamenti l’olandese è stato portato in Ospedale subito dopo il traguardo. Accertamenti che sembra abbiano escluso fratture. Rimane però un incognita su come reagirà l’olandese a questo ennesimo colpo di sfortuna. Nella stessa caduta è rimasto coinvolto anche lo spagnolo Dani Navarro, rimediando la frattura della clavicola e di tre costole. Attualmente il ciclista del Team Katusha-Alpecin è ricoverato a Tor Vergata e tenuto in osservazione anche a causa di alcune lesioni ai polmoni dovute alle costole fratturate.

Quanto accaduto nelle fasi finali ha fatto passare in secondo piano quanto accaduto nei precedenti 222km, ovvero la lunga, lunghissima fuga di tre coraggiosi. Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani-Csf) e Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizanè). Quest’ultimo è stato il primo a cedere quando ai meno 20 un allungo di Marco Frapporti ha alimentato le ultime flebili speranze dei fuggitivi di arrivare al traguardo. Speranze svanite però ai meno 15.

Nel gruppo compatto è iniziata la consueta frenesia dei finali di tappa, con la complicazione che il traguardo odierno andava bene sia a velocisti potenti, e in gruppo non mancano, sia a finisseur di razza, presenti in gruppo anche loro. Ovviamente quando tutti vogliono stare davanti non c’è spazio per tutti e quanto accaduto ai meno sei ne è la prova. Da segnalare che dopo la prima caduta che ha spezzato il gruppo, ne sono seguite altre che non hanno ovviamente interessato quelli davanti, ma che hanno complicato l’inseguimento di chi seguiva.

Il Vincitore subito dopo il traguardo ha dichiarato: “Non mi aspettavo di vincere. È stata una frazione lunga con alcune salite verso il finale. Il nostro piano era quello di proteggere Mikel Landa per non perdere tempo ma una caduta negli ultimi chilometri ha cambiato tutto. Ho dovuto lottare contro i velocisti per il successo di tappa per questo ho deciso di anticipare la loro azione. Il momento in cui ho scelto di attaccare è stato quello giusto. È stato una finale di tappa complicato, dopo una lunga frazione con alcune salite nel finale, lo stress ha causato la caduta. Mi sono ritrovato in un piccolo gruppo che era davanti, non mi sono preoccupato della presenza di Primoz Roglic. Ho solo aspettato il momento giusto  per scattare e provare a vincere. Sono emozionato e felice che abbia funzionato. Il risultato di oggi non cambia nulla all’interno del nostro team: mancano tante salite e Mikel Landa rimane il nostro capitano.”.

Primoz Roglic ha visto incrementare il suo vantaggio nei confronti dei suoi più immediati inseguitori. Dopo questa tappa che si è dimostrata più complicata del previsto la Maglia Rosa ha così dichiarato: “Anche oggi abbiamo fatto un buon lavoro con tutta la squadra. Sono contento di guadagnare tempo in Classifica Generale. Tutti vogliamo stare davanti per evitare incidenti. Non ho visto la caduta perchè ero nelle prime posizioni. Cerco sempre di essere concentrato per tutta la durata della tappa. Tutti possiamo fare degli errori ma se coinvolgono altri corridori questo è difficile da accettare. Ho tanti avversari forti come Yates e Nibali ma mancano ancora tanti giorni di corsa e tutto può accadere”.

Al termine della tappa i titolari delle 4 maglie del Giro sono:

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da EnelPrimoz Roglic (Team Jumbo – Visma)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da SegafredoPascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da EurospinMiguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

Domani il Giro proseguirà con la quinta tappa:

Tappa 5 – Frascati-Terracina 140 km – dislivello 1.200 m
Tappa prevalentemente pianeggiante che parte in discesa e termina lungo la costa tirrenica. Da segnalare una breve salita a 50 km dall’arrivo. La parte centrale presenta tratti a carreggiata ristretta e talvolta con manto strade molto usurato. Finale su strade a scorrimento veloce ampie e in buono stato.

Ultimi km
Finale in circuito di 9.200 m. Circuito cittadino sostanzialmente su strade ampie e quasi sempre rettilinee. Da segnalare tre curve consecutive tra i -8 e -7 km dall’arrivo. Finale perfettamente rettilineo lungo 1.500 m su asfalto (larghezza 7,5 m).

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