#Giro – 5: Gianni Savio ci racconta la Androni Giocattoli-Sidermec che vedremo al Giro d’Italia

Gianni Savio svela le carte della sua Androni Giocattoli-Sidermec alla vigilia del Giro d'Italia numero 102

Gianni Savio ci racconta la Androni Giocattoli-Sidermec che vedremo al Giro d’Italia

La disponibilità e la gentilezza di Gianni Savio è nota nell’ambiente, infatti viene chiamato “il Principe”. Ovviamente le sue origini sabaude hanno pesato nell’affibbiarle il nomignolo ma molto anzi quasi tutto ha fatto la sua signorilità e la sua disponibilità a concedersi non solo a microfoni e taccuini, ma anche ai semplici appassionati.

La partenza da Bologna del Giro d’Italia numero 102 di sabato, è ormai prossima e nonostante i molteplici impegni che caratterizzano le vigilie di tutti i componenti dei Team che dai prossimi giorni cominceranno a convergere verso la la città delle due torri, siamo riusciti a strappare una mezzoretta al prezioso tempo del Team Menager bianco-rosso che porta in giro per il mondo i nomi degli sponsor Androni Giocattoli e Sidermec oltre che a tutti gli altri sponsor minori che permettono l’attività e la sopravvivenza del Team stesso.

Tutti ricorderanno che lo scorso anno la squadra era tornata al Giro dopo due anni di forzato esilio, e si era guadagnata gli onori della cronaca in tutte le tappe in linea mandando almeno un suo componente ad animare la fuga di giornata. Un comportamento che aveva poi permesso a Davide Ballerini  e  a Marco Frapporti di salire sul Palco di Roma per le premiazioni finali. Ballerini si era infatti aggiudicato le due speciali Classifiche minori dei Traguardi Volanti e della Combattività, mentre Frapporti quella del maggior numero di Km percorsi in fuga. Il giusto suggello a 21 e più giorni sempre corsi onorando sia la corsa rosa, sia lo stesso spirito del Team.

La condotta di gara dello scorso anno, scopriamo dalle stesse parole di Gianni Savio, non verrà perseguita anche quest’anno. “Lo scorso anno – racconta – il piano era di mettere almeno un uomo in fuga nelle prime due tappe, proprio per vendicare l’esclusione dell’anno precedente che ritenevamo e tuttora riteniamo ingiusta. Dopo essere riusciti in questo intento, si è deciso, spinti anche dai ragazzi stessi che avevano fatto loro questa cosa di perseguire questo piano proprio con l’intento, poi raggiunto, di entrare in ogni tappa in linea nella fuga, lavorando anche in prima persona per crearla. Chi ha corso in bicicletta lo sa, ma anche i semplici appassionati sanno bene che già l’andare in fuga un giorno è dispendioso sia fisicamente che psicologicamente, perché bisogna sempre correre nelle primissime posizioni del gruppo per cogliere il momento buono.” Detto dell’anno passato cerchiamo di capire qualcosa su che Androni vedremo a partire da sabato prossimo e il buon Gianni non si risparmia nell’entrare nei piani tattici del Team. “La tattica dell’anno scorso verrò accantonata – sono le sue prime parole sull’argomento – non avrebbe senso eguagliare un record che già ci appartiene, sono poi cambiate anche le motivazioni. Per quest’anno abbiamo pensato e distribuito dei ruoli ben precisi, anche in funzione delle tappe che giornalmente andremo ad affrontare. Vogliamo essere più di sostanza che di volume, puntando quindi più ai risultati che all’essere solo protagonisti. Sette degli otto componenti del mio Team sanno già cosa dovranno fare. Il velocista della squadra è Manuel Belletti. Il romagnolo avrà la squadra a disposizione nelle tappe dedicate alle ruote veloci, mentre visto la sua capacità di reggere sugli strappi potrebbe anche venir impiegato nelle tappe con una seconda metà di percorso vallonato anche nelle fughe con la speranza che arrivando al traguardo il suo spunto veloce possa avere la meglio sui compagni di strada. E non escludo che alcune di queste tappe siano gia state individuate. – e lo dice in un modo che fa capire che qualche tappa è già stata segnata con l’evidenziatore – Un incarico più o meno simile è previsto  anche per Marco Frapporti. Lui però si dedicherà a curare i traguardi volanti, nella speranza, visto le sue caratteristiche di attaccante che non disprezza pedalare con il vento in faccia di salire dopo quello di Roma dello scorso anno anche sul palco di Verona”. Da queste prime confidenze si capisce che il DNA della squadra rimane sempre lo stesso, nonostante cambino le motivazioni. La presenza di Fausto Masnada e di Mattia Cattaneo però reduci da un Tour of the Alps e da un Giro dell’Appennino che gli ha visti assoluti protagonisti fa un po’ ampliare gli obiettivi e le motivazioni della squadra. “Masnada e Cattaneo – continua Savio –  come anche Belletti, stanno attraversando un ottimo periodo di forma, e per loro stessa richiesta si dedicheranno a curare la Classifica Generale. Resta sottointeso che nel caso l’obbiettivo risultasse imperseguibile cercheranno, anche grazie alle loro caratteristiche il successo di tappa”. Anche per gli per altri componenti del Team ovviamente il piano è già stato almeno abbozzato. “Francesco Gavazzi, Matteo Montaguti e Andrea Vendrame – ci spiega Savio – si dedicheranno alle tappe vallonate, ovvero quelle tappe dove la fuga ha più possibilità di arrivare, visto il disinteresse delle squadre dei velocisti. Anche se è difficile fare queste ipotesi, perché le variabili sono molte e in continuo mutamento giorno dopo giorno. Come ricorderete lo scorso anno nella tappa di Campo Imperatore, la fuga avrebbe potuto benissimo arrivare, solo che quel traguardo era stato messo nel mirino da Miguel Angel Lopez che aveva fatto lavorare l’Astana per annullare la fuga. Il successo però andò a Simon Yates che vestiva allora la Maglia Rosa”. Ultimo ma non ultimo nel pensiero del suo datore di lavoro è Miguel Florez, al suo terzo anno in Italia, ma primo alla Androni. Per lui, 23 anni compiuti a febbraio, si dovranno aspettare le montagne per vedere di che pasta è fatto, senza però avere dei ruoli ben precisi e prestabiliti. La fiducia che Savio ha in questo giovane colombiano però è molta, prova ne è che lo ha schierato al via nel più importante appuntamento ciclistico italiano.

Proprio grazie alla presenza di Miguel Florez, che si potrebbe definire senza timore di offendere nessuno una scommessa, chiediamo al nostro interlocutore come è nata questa formazione e se ha qualche rammarico per non aver potuto schierare qualcun altro visto il limite degli otto partecipanti per squadra. “La formazione è nata tenendo ovviamente conto dei risultati degli ultimi quattro mesi, ma con un occhio di riguardo per quanto conseguito ad Aprile – poi precisa – Quest’anno avevamo programmato di partire forte in funzione anche della Ciclismo Cup, di certo però, non ci aspettavamo i dodici successi e le ottime prestazioni al Tour of the Alps, al Giro dell’Appennino e al Giro di Sicilia, di Masnada, Cattaneo e Belletti. La Ciclismo Cup rimane sempre il nostro obbiettivo primario. L’abbiamo già conquistata negli ultimi due anni e fortissimamente vogliamo farla nostra anche quest’anno. L’accordo che permette l’accesso diretto al Giro d’Italia rischia di non esserci più a causa della modifiche che la UCI vorrebbe apportare al World Tour. L’essere però la migliore Squadra Professional in Italia dovrebbe portare comunque un ritorno, sotto forma di inviti e wild card anche in altre corse importanti” poi come per riallacciarsi al discorso della formazione fatto precedentemente ci fa i nomi di alcuni esclusi di lusso “Per portare otto elementi al Giro ovviamente si deve escludere qualcuno che merita. Alessandro Bisolti,possibile protagonista nelle tappe di montagna, non lo abbiamo convocato per alcuni problemi fisici e una sopraggiunta allergia che lo avrebbe comunque limitato. Un altro nome di spessore rimasto a casa è Matteo Pelucchi. Un velocista che però nel derby con Belletti paga lo scotto di essere più velocista puro e quindi di soffrire di più gli strappi. Per loro come per gli altri componenti del Team però ci sono altre occasioni. Il Team in contemporanea con la corsa rosa sarà infatti impegnato su altri tre fronti. Dal 17 al 19 in Spagna saremo alla Vuelta Aragon, il 26 saremo al Grote Prijs Marcel Kint in Belgio e infine dal 31 Maggio al 2 Giugno parteciperemo al Tour de la Mirabelle in Francia”.

Parlando di Francia non si può non parlare di Tour de France dove il nostro ha anche vinto una tappa con Nelson “Cacaito” Rodriguez nel 1994 ai tempi della ZG Mobili-Selle Italia. Nonostante ricordi quei tempi con nostalgia, viene fuori il pragmatismo del Team Manager da tempo nell’ambiente. “Non faccio mai domanda per il Tour de France e per La Vuelta a Espana. La nostra squadra è italiana, gli sponsor sono italiani e cosa non trascurabile lo zoccolo duro dei nostri tifosi è italiano, quindi il nostro palcoscenico principale deve essere il Giro d’Italia. Tenendo conto inoltre della nostra dimensione, del nostro budget e del nostro roster, rimane difficile ipotizzare anche un impegno al Tour de France successivo ad un Giro corso alla Androni. La Vuelta a Espana sarebbe forse più alla nostra portata, ma in primis dubito che gli organizzatori sacrifichino una Professional spagnola a vantaggio nostro, e poi cosa molto più importante per la nostra economia sportiva in contemporanea con la corsa a tappe spagnola c’è una serie importante di appuntamenti del calendario italiano che sempre per il discorso già affrontato della Ciclismo Cup, resta per noi prioritario”.

Il tempo comincia a stringere Gianni Savio, uomo di sport ma anche di comunicazione, sa che bisogna saper dosare il tempo anche per farsi conoscere ed apprezzare. Il tempo che aveva da concedermi sta per finire ma non può non parlare ancora di un suo ex pupillo che non vedremo per cause di forza maggiore, leggi frattura della clavicola, protagonista al Giro. “Le assenze già annunciate di Alejandro Valverde e di Egan Bernal, non modificano il nostro piano di azione, così come non verrà modificato quello di altre squadre. Se al posto del Campione del Mondo il Team Movistar schiererà Mikel Landa, la condotta di gara della squadra spagnola non subirà alcun modifica. Dispiace però non vedere ai nastri di partenza il colombiano. Egan Bernal. Si potrebbe dire che Bernal un sudamericano atipico, fin dalla giovanissima età ha dimostrato una maturità ed una serietà che difficilmente non solo si vede nei pari età ma anche i quelli più grandi. La sua assenza sarà un vero peccato anche per il Giro stesso. Il promettente scalatore aveva già provato alcune tappe ed era atteso proprio nel Canavese dai membri del suo Fans Club con in testa il Presidente Wladimir Chiuminatto. Avendolo conosciuto, avuto alle mie dirette dipendenze e apprezzato, mi sono sbilanciato più volte nei suoi confronti indicandolo come protagonista dei Grandi Giri e predicendo la sua salita sul Podio di almeno un Grande Giro. La sua forzata assenza sarà una grande perdita per tutto il Giro.” Ora il tempo è proprio terminato, ci sarebbero altre cose da dire, argomenti da approfondire e aneddoti da raccontare, ma debbo essere grato a Savio per il tempo che mi ha concesso in questa ultima domenica prima che la Macchina del Giro d’Italia si metta in moto.

Mario Prato

Le Tappe del Giro d’Italia 2019:

11/5 – Tappa 1 (ITT) – Bologna › Madonna di San Luca (8.2 km)

12/5 – Tappa 2 – Bologna › Fucecchio (205 km)

13/5 – Tappa 3 – Vinci › Orbetello (220 km)

14/5 – Tappa 4 – Orbetello › Frascati (228 km)

15/5 – Tappa 5 – Frascati › Terracina (140 km)

16/5 – Tappa 6 – Cassino › San Giovanni Rotondo (233 km)

17/5 – Tappa 7 – Vasto › L’Aquila (180 km)

18/5 – Tappa 8 – Tortoreto Lido › Pesaro (235 km)

19/5 – Tappa 9 (ITT) – Riccione › San Marino (34.7 km)

20/5 – Riposo

21/5 – Tappa 10 – Ravenna › Modena (147 km)

22/5 – Tappa 11 – Carpi › Novi Ligure (206 km)

23/5 – Tappa 12 – Cuneo › Pinerolo (146 km)

24/5 – Tappa 13 – Pinerolo › Ceresole Reale (Lago Serrù) (188 km)

25/5 – Tappa 14 – Saint Vincent › Courmayeur (Skyway Monte Bianco) (131 km)

26/5 – Tappa 15 – Ivrea › Como (237 km)

27/5 – Riposo

28/5 – Tappa 16 – Lovere › Ponte di Legno (226 km)

29/5 – Tappa 17 – Commezzadura (Val di Sole) › Anterselva / Antholz (180 km)

30/5 – Tappa 18 – Valdaora / Olang › Santa Maria di Sala (220 km)

31/5 – Tappa 19 – Treviso › San Martino di Castrozza (151 km)

1/6 – Tappa 20 – Feltre › Croce D’Aune-Monte Avena (193 km)

2/6 – Tappa 21 (ITT) – Verona › Verona (15.6 km)

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