#ParisNice – Aru lascia la corsa, Kristoff 7° a Moulins

Aru lascia la corsa, Kristoff 7° a Moulins

Nausea per lo scalatore sardo; il norvegese centra la top 10 nell’ultima opportunità per i velocisti

Dopo le prime due tappe della Parigi-Nizza, nelle quali il gruppo si era spezzato a causa del vento e gli sprint erano stati disputati da un lotto di velocisti ridotto, la terza frazione (Cepoy-Moulins) si è conclusa con una volata a ranghi compatti, nella quale Alexander Kristoff ha tagliato il traguardo in 7^posizione.

Il vento ha rischiato di incidere ancora sull’andamento della corsa, ma più tardi rispetto alle giornate precedenti: a 4 km dal traguardo, un’accelerata di Michal Kwiatkowski nel vento ha messo in fila il plotone, causando frazionamenti.
Pronta la reazione dell’UAE Team Emirates, con Marco Marcato e Sven Erik Bystrøm ottimi nel tenere Kristoff a ridosso delle posizioni di testa del gruppo.
In volata, probabilmente l’ultima della Parigi-Nizza data la conformazione delle prossime tappe, Sam Bennett (Bora-hasngrohe) ha preceduto Caleb Ewan (Lotto-Soudal) e Fabio Jakobsen (Deceuninck-Quick Step).

Kristoff: “Il finale è stato complicato, il gruppo si è spezzato in tanti tronconi e sono stati bravissimi Marcato e Bystrøm a portarmi a ridosso del drappello di testa.
A quel punto, le condizioni per ottenere un bel risultato erano perfette: nelle prime posizioni, di velocisti eravamo presenti solo Ewan, Demare e io.
Nell’ultimo chilometro, però, sono rientrati in tanti corridori, io avevo già speso energie per rimanere davanti e non sono andato oltre il settimo posto.
Mi spiace aver perso questa occasione, stavo bene e c’erano tutte le premesse per un bel risultato“.

Poco dopo il rifornimento si è conclusa la Parigi-Nizza di Fabio Aru (in foto, prima della partenza). Il direttore sportivo Neil Stephens ha ricostruito la giornata del corridore italiano: “Già prima della partenza Fabio aveva avvisato lo staff sanitario di avvertire sensazioni di nausea.
Il medico del team, Dr Jeroen Swart, ha aiutato il corridore a mitigare tali sintomi e Aru ha preso il via della tappa, ma la nausea è tornata a farsi sentire in gara, costringendolo a fermarsi dopo poco più di 90 km di corsa“.

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