Gran Premio della Liberazione, quest’anno non si corre

Alessandro Fedeli - Gran Premio Liberazione - Foto Luigi Sestili - ©6Stili

Gran Premio della Liberazione, quest’anno non si corre

La storia si ripete – come due anni fa – e non è una bella storia.

Se non accadrà qualcosa di veramente straordinario, il prossimo 25 aprile Gran Premio della Liberazione 2019, corsa internazionale per Under 23, non avrà luogo: sarà così interrotta una tradizione che dura dal 1946.

Andrea Novelli, presidente del Velo Club Primavera Ciclistica, società che organizza la corsa, spiega: “Mi dispiace moltissimo ma non ci sono le condizioni per allestire la corsa. Con pochissimi uomini di buona volontà – Riccardo Viola, Franco Costantino, Enzo D’Arcangelo – non si fa tanta strada. Anzi: non se ne fa proprio.

Desidero ringraziare prima di tutto i dirigenti della nostra società e anche il presidente della Federciclismo Renato Di Rocco che ha cercato di salvare il salvabile. Anzi: spero che la nostra decisione non abbia ripercussioni su quelle corse che l’anno scorso avevano ottenuto, insieme con il Gran Premio della Liberazione, dal Ministro dello Sport – l’onorevole Luca Lotti – l’etichetta di corse d’importanza storica e per conseguenza tutte e tre assieme quanto necessario al loro svolgimento.

Quest’anno, con il Governo giallo-verde, incontri, apprezzamenti, promesse, parole che non sono sfociate in nulla di concreto.

Chiaramente le condizioni sono cambiate e ne prendiamo, se pur con rammarico, atto.

L’abbinamento del Liberazione Under 23 con il Liberazione Pink è un’accoppiata perfetta, il circuito delle Terme di Caracalla è unico al mondo ma ciò evidentemente non basta.

Mi dispiace anche per la società Cicli Lazzaretti che resterà sola nell’organizzare la gara femminile: ad essa offriamo, per quanto possa servire, il nostro contributo di esperienza per la buona riuscita di una corsa che ha mostrato di essere partecipata ed appassionante.

Anche quest’anno tante sono state le richieste di partecipazione di gruppi italiani e stranieri e ne siamo davvero orgogliosi e di fronte a loro, a questa dimostrazione concreta di affetto e considerazione ci prendiamo un impegno: quello che viene sarà un anno di riflessione ma anche di lavoro per cercare soluzioni per non dipendere da altri e dare così un futuro non precario a una corsa che resta unica al mondo.

Non vogliamo che l’albo d’oro del Gran Premio della Liberazione si fermi all’anno 2018 con l’edizione numero 73. lsdsemihidde

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