#Giro101 – GIRO D’ITALIA NERVESA: “IL CICLISMO ABBRACCIA LA STORIA”

GIRO D’ITALIA NERVESA: “IL CICLISMO ABBRACCIA LA STORIA”
Domani l’atteso arrivo della 13a Tappa del Giro d’Italia a Nervesa della Battaglia

La Tappa del Centenario nei luoghi della Memoria. Domani il Giro d’Italia giungerà a Nervesa della Battaglia, sede di arrivo della 13° Tappa.

2018: DUE GRANDI EVENTI
Il 2018 sarà un anno indimenticabile per Nervesa della Battaglia. Due grandi eventi porteranno la Comunità al centro di uno scenario particolarmente suggestivo dal punto di vista storico, culturale e sportivo: l’arrivo di domani della 13a Tappa del Giro d’Italia e il Centenario della Grande Guerra (100° anniversario della Battaglia del Solstizio, 15-23 giugno).

LA TAPPA
La 13a Tappa del Giro d’Italia, Ferrara – Nervesa della Battaglia di Km 180, sarà il terreno ideale per le ruote veloci del gruppo. La frazione è quasi completamente pianeggiante e attraverserà la Pianura Padana orientale in direzione Sud-Nord. A 30 Km dall’arrivo i corridori affronteranno un primo passaggio sotto il traguardo per affrontare il Montello da un versante soft, con un ultimo scollinamento a 20 Km dall’arrivo. Gli ultimi chilometri, tutti pianeggianti, presentano pochissime curve: l’ultima degna di nota a 5 Km dal traguardo. La corsa partirà da Ferrara alle ore 12:55, per giungere a Nervesa della Battaglia attorno alle ore 17:00.

IL PERCORSO NEL TERRITORIO COMUNALE (ultimi 30 Km)
Il percorso interessato dalla Tappa, nel territorio comunale, seguirà un filo culturale legato alle radici storiche di Nervesa della Battaglia. Partendo dalla frazione di Bidasio, in cui è visibile la Stele dell’ex Cimitero Militare di Bidasio, si arriverà alla Barca da ponte, all’incrocio con Via Brigata Piacenza, e, poco più avanti, alla Croce, conosciuta per essere citata nella famosa canzone militare “La Tradotta”; i ciclisti attraverseranno l’arrivo e si avvieranno lungo la strada Panoramica che li condurrà a Santa Croce del Montello, città dei Ragazzi del ’99, dove spiccano il Monumento dedicato ad E.A. Mario, il Monumento ai Ragazzi del ’99 ed il Monumento Ara Pacis. Gli atleti proseguiranno verso la Presa VIII e, passando per SS. Angeli, scenderanno lungo la Dorsale lasciandosi sulla destra il Sacello dedicato al Mag. Pil. Francesco Baracca e sulla sinistra il Sacrario Militare del Montello. Sarà la volta poi del sito monumentale dell’Abazia di Sant’Eustachio, che sarà possibile ammirare di nuovo in tutto il suo splendore dopo l’importante opera di restauro conservativo. I corridori attraverseranno Sovilla e raggiungeranno Bavaria, dove potranno essere ammirati il Monumento a San Mauro ed il Cippo Mario Fiore. Dopo qualche chilometro in direzione Giavera del Montello e Arcade, la corsa ritornerà a Nervesa della Battaglia dove terminerà con l’arrivo in Via Roma, di fronte a Piazza La Piave e al Palazzo Municipale Volpato Panigai.

Qui di seguito il video della ricognizione degli ultimi 30 Km del percorso di gara girato qualche settimana fa grazie alla collaborazione di 4 ciclisti professionisti: Franco Pellizzotti della Bahrain-Merida e gli atleti della Wilier Triestina-Selle Italia Matteo Busato, Marco Coledan e Alex Turrin.

I LUOGHI SIMBOLO TOCCATI DAL PERCORSO DI GARA (ultimi 30 Km)

Barca da ponte: A Nervesa della Battaglia sono state recuperate due barche da ponte. All’inizio di Via XXIV Maggio, tra Nervesa e Bidasio, lungo l’argine del Piave, è situato un barcone austroungarico. Un altro esemplare si trova invece a Santa Croce del Montello, affianco al monumento dedicato ad E.A. Mario, il compositore de “La Leggenda del Piave”.
Entrambi gli schieramenti facevano uso di barche in ferro per raggiungere l’argine opposto del Piave. Queste barche vennero utilizzate principalmente durante la “Battaglia del Solstizio” e la “Battaglia di Vittorio Veneto”.

Fond. Jonathan Collection: In località Campagnole – Via Fra Giocondo – a Nervesa della Battaglia è possibile visitare l’avio-superficie che costeggia il corso del fiume Piave. Giancarlo Zanardo, pilota e costruttore, presenta la sua collezione di aerei d’epoca, alcuni originali e altri riprodotti fedelmente.
La Fondazione “Jonathan Collection – Aerei Storici Famosi – O.N.L.U.S.” è una giovane organizzazione costituitasi con lo scopo di divulgare la memoria storica dell’aviazione e di promuovere l’attività di volo come valore storico e sociale.

Largo Santa Barbara, Monumento agli Artiglieri
Un disegno attribuibile a Fortunino Matania (illustratore e corrispondente di guerra per testate giornalistiche straniere), probabilmente ispirato ad una vecchia foto pervenuta direttamente dal fronte, ha permesso la riproduzione fedele di questo prezioso pezzo di artiglieria. Il luogo è dedicato a Santa Barbara, che tra i suoi patronati presenta anche quello sugli Artiglieri.
Il monumento è a ricordo infatti di tutti gli Artiglieri che hanno dato la vita durante i sanguinosissimi e feroci combattimenti di cui questi luoghi sono stati teatro.

Santa Croce del Montello
Il monumento si erge in un’ampia zona panoramica, a Santa Croce del Montello. È dedicato ai Ragazzi del ’99, giovani che nel 1917, ad appena 18 anni, furono costretti ad arruolarsi per sostituire i soldati Caduti al fronte. Di fronte alla Chiesa di Santa Croce del Montello è situato il monumento “Ara Pacis” (originario monumento dedicato ai “Ragazzi del ’99”), che ricorda il sodalizio tra gli abitanti della cittadina e i Ragazzi del ’99. Santa Croce è stata fondata proprio nel 1899. Suggestivo è il rintocco delle campane: per tre volte al giorno risuonano “La Canzone del Piave” di E.A. Mario. A questi è dedicato invece il monumento che si trova a lato dell’ex scuola elementare di Santa Croce del Montello, affianco al barcone austroungarico. A Santa Croce è stato istituito inoltre un Museo di Storia Locale presso il quale sono raccolti reperti bellici della Prima Guerra Mondiale e l’Archivio Storico del Sodalizio “Ragazzi del ‘99”.

Sacello Baracca
A Nervesa della Battaglia è stato intitolato un monumento a Francesco Baracca. La costruzione del Sacello Baracca avvenne su progetto del geometra Marabini di Lugo di Romagna. Dal punto di vista architettonico, l’opera è costituita da otto colonne doriche, contornate da fregi metallici a sostegno della cupola. Sulla sommità è posta una piccola croce e sul tamburo sono state incise le seguenti parole: “Così principia / il salmo di questo re / 19-6-1918 / Di morte in morte / di meta in meta / di vittoria in vittoria / così comincia il suo inno senza lira”.
Alla base del monumento, su una lastra di marmo di Verona, vi sono due suoi emblemi tipici: l’ippogrifo e il cavallino rampante. Il luogo su cui sorge il monumento non corrisponde al luogo di ritrovamento del corpo. Per la costruzione del Sacello è stato scelto un sito più facilmente raggiungibile e da cui si può ammirare tutta la pianura trevigiana (Presa I del Montello).

Sacrario Militare del Montello
L’originario Ossario militare, prima della costruzione dell’attuale Sacrario del Montello, è stato la Chiesa di San Nicolò. In origine la chiesa era situata presso l’attuale Piazza San Nicolò, all’imboccatura della strada che conduce al Campo Volo Francesco Baracca (Via Frà Giocondo), vicino quindi all’antico porto fluviale di Nervesa della Battaglia. La chiesa di San Nicolò, completamente distrutta durante la Prima Guerra Mondiale, venne ricostruita nella sede attuale, vicino a Palazzo Volpato Panigai. La prima funzione cui l’edificio venne adibito fu di Sacrario Militare, per ospitare le spoglie dei soldati Caduti nel primo conflitto mondiale, a quel tempo sepolti nei vari cimiteri di guerra della zona.
Nel 1932 vennero avviati i lavori per la costruzione del Sacrario Militare del Montello, sulla base del progetto dell’architetto Felice Nori di Roma. I lavori si conclusero dopo quasi quattro anni, grazie all’impegno simultaneo di circa 200-250 operai provenienti dai paesi limitrofi.
Il Sacrario venne inaugurato solo due anni dopo, nel 1938, in occasione del ventesimo anniversario della Vittoria.
L’edificio custodisce complessivamente i resti mortali di 9325 soldati. Epigrafi di Gabriele D’Annunzio e del trevigiano Carlo Moretti individuano i grandi loculi collettivi ove riposano le spoglie di 3226 militi ignoti.
All’interno del monumento sono esposti reperti e cimeli storici risalenti al conflitto e ai suoi Caduti, mentre all’esterno, nell’ampio piazzale, sono disposti alcuni pezzi di artiglieria della Prima Guerra Mondiale.
Il Sacrario si offre alla vista maestoso e imponente, già a grande distanza. E’ strutturalmente costituito da una torre alta 25 metri, a base quadrata, rastremata verso l’alto e poggiante su una base più ampia, in cemento armato. Dalle quattro terrazze si può ammirare il panorama circostante che va dalle Prealpi Trevigiane alla laguna di Venezia.

Abazia di Sant’Eustachio
L’Abazia di Sant’Eustachio venne edificata attorno al 1050 dai monaci benedettini cassinesi, sul terreno donato da Rambaldo III e dalla madre Gisla di Collalto. Scostata dal complesso monacale, è possibile ammirare una colonna romana: risalente al I secolo d.C., venne qui traslata per celebrare la Battaglia del Solstizio.
L’edificio claustrale conservò parte della sua imponenza fino all’inizio della Prima Guerra Mondiale quando, durante la Battaglia del Solstizio, venne quasi completamente distrutto.
Le parti ancora intuibili sono: i sotterranei, il refettorio, il tiburio e i resti della chiesa romanica a tre navate risalente al XIII secolo.
Il lavoro di restauro conservativo svolto in questi ultimi mesi ha riportando alla luce la bellezza e la maestosità dell’edificio. Sabato 12 maggio 2018 la Comunità di Nervesa ha potuto finalmente ammirare di nuovo e visitare l’Abazia, assaporando il suo antico splendore…

Monumento ai Caduti S. Mauro
Attorno al XVII secolo venne costruito in questo luogo l’Oratorio di San Mauro. Durante la Battaglia del Solstizio l’edificio venne pesantemente danneggiato e, a seguito di numerosi bombardamenti, venne distrutto quasi completamente. Sui resti dell’antico Oratorio venne edificato, nel 1925, l’attuale Monumento dedicato a tutti i Caduti in Guerra di Bavaria. Attualmente vi riposano le salme di 35 soldati, Caduti sia del primo che del secondo conflitto mondiale.

Cippo Mario Fiore
A Bavaria di Nervesa, nel punto esatto dove cadde Mario Fiore, Maggiore del Genio Zappatori, è stato edificato un monumento a ricordo del suo operato e del punto di massima avanzata dell’Esercito austroungarico.
Il 17 giugno del 1918 egli giunse a Bavaria dalla Casa Rossa di Visnadello per fermare un’infiltrazione di truppe nemiche. Cadde in questo luogo colpito da una mitragliatrice. A Mario Fiore è stata assegnata la Medaglia d’Oro al Valor Militare, come indica una targa in prossimità del sito in cui è sepolto, all’ingresso del Cimitero di Camalò.

La Croce
Il Monumento ritrae una Croce dedicata alla Passione di Gesù e della quale sono riportati tutti i simboli. Tra questi ricordiamo: la tunica di Cristo, il guanto che colpì Gesù durante la derisione da parte dei soldati, la brocca per l’acqua usata da Pilato per il lavaggio delle mani, il calice dell’Ultima Cena, il contenitore della mirra usata da Nicodemo per ungere il corpo di Gesù dopo la deposizione, un tamburo e i dadi usati dai soldati per tirare a sorte la tunica, il flagello, fruste di saggina, la scala, il sudario col volto di Cristo, la corona di spine, la lancia del centurione, la spugna imbevuta di aceto, i tre chiodi della crocifissione, martello e tenaglia, la colonna della flagellazione ed il gallo che cantò dopo il rinnegamento di san Pietro. Il Monumento è presente in questo luogo dalla fine dell’Ottocento.
Il ritorno della croce originaria venne celebrato a Nervesa con una cerimonia solenne e in seguito il monumento venne trasferito presso il Sacrario Militare del Montello. La Croce è visibile tutt’ora all’ingresso dell’Ossario.

Palazzo Volpato Panigai
Palazzo Volpato Panigai fu costruito secondo canoni neo-palladiani su disegno di Pietro Simoni, architetto trevigiano (1660-1729), verso la fine del XVII o gli inizi del XVIII secolo.
Il Palazzo presenta un imponente corpo centrale a fori rettangolari ed archi, alternati da grandi paraste, e il frontone a doppio timpano è ornato di statue.
Nel 1900, per volontà dell’allora proprietario Sig. Bernardi di Nervesa, vennero rimossi dalle pareti nella sala dei Satiri gli affreschi eseguiti nel 1754 da Giambattista Tiepolo, coadiuvato dal figlio Giandomenico e da Francesco Zigno. Gli affreschi furono venduti al Kaiser-Friederich-Museum di Berlino; parti di essi è attualmente custodita alla Gemaeldegalerie di Berlino. L’edificio rimase dimora privata fino al 1909, anno in cui fu acquistata dal Comune di Nervesa che la trasformò in sede municipale.
Palazzo Volpato Panigai venne quasi completamente distrutto durante i bombardamenti del Solstizio (15-23 giugno 1918). Dopo la Grande Guerra l’edificio fu riedificato nel rispetto dello stile e della pianta originaria, riutilizzando le fondazioni e le murature rimaste.
La nuova sede fu inaugurata nel 1923 e nel corso degli anni subì un degrado tale da rendere inderogabile una ristrutturazione, concretizzatasi tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso.

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