COQUARD, VOLATA CON LODE ALLA QABOOS UNIVERSITY

Coquard sul traguardo della prima tappa del Tour of Oman (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

COQUARD, VOLATA CON LODE ALLA QABOOS UNIVERSITY

Bryan Coquard (Vital Concept) vince la prima tappa del Tour of Oman 2018 battendo in volata Mark Cavendish (Dimension Data) e Giacomo Nizzolo (Trek Segafredo). Il francese è il primo leader della classifica generale e non è detto che domani abdichi al termine della seconda tappa, dal finale altimetricamente insidioso nel qualei i velocisti puri potrebbero soffrire.

Per quanto breve e composto da sole sei tappe il Tour of Oman, giunto alla sua nona edizione, è sicuramente una delle prime corse del calendario internazionale ad avere una varietà altimetrica ben definita. C’è spazio per i velocisti, per i finisseur e per gli uomini da grandi giri e la presenza nell’albo d’oro di gente come Froome (due volte), Nibali e Cancellara la dice lunga sulla consistenza di questa corsa, spesso interpreta al meglio anche da parte dei migliori ciclisti del panorama internazionale. Lo so si capisce fin dalla starting list, con 18 squadre alla partenza metà della quali iscritte al World Tour. La vittoria finale, come già sperimentato negli anni precedenti, si deciderà principalmente sull’arrivo della Green Mountain della quinta e penultima tappa. Venendo alla cronaca attuale oggi si è disputata la tappa d’apertura da Nizwa alla Sultan Qaboos University di Mascate per un totale di 162.5 km. La volata di massa sembrava l’opzione più gettonata, alla luce delle insidie altimetriche praticamente inesistenti e del percorso prevalentemente tracciato in discesa. Dopo la partenza da Nizwa si formava la fuga grazie all’azione di quattro ciclisti: Maxime Farazijn (Sport Vlaanderen – Baloise), Pierre-Luc Périchon (Fortuneo-Samsic), Conor Dunne (Aqua Blue Sport) e Brian Van Goethem (Roomport – Nederlandse Loterij). Dopo 15 km il vantaggio del quartetto era già di 4 minuti e 30 secondi. In testa al gruppo Cofidis e Sunweb mantenevano un’andatura costante. Al km 31 Périchon si aggiudicava il primo sprint intermedio, al quale il gruppo transitava con quasi 3 minuti di ritardo, a testimonianza del fatto che il ritmo era leggermente aumentato. La fuga manteneva questo vantaggio ed anzi lo aumentava ulteriormente intorno al km 65, quando guadagnava ulteriori 40 secondi. Ma il gruppo reagiva ed al km 70 riduceva il suo ritardo a 2 minuti e 45 secondi. A 55 km dall’arrivo il vantaggio della fuga era sceso a 1 minuto e 45. UAE Team Emirates e Team Cofidis aumentavano l’andatura per raggiungere la fuga e mettere nelle condizioni ideali Alexander Kristoff e Nacer Bouhanni. Périchon transitava in prima posizione anche al secondo sprint intermedio posto al km 136, conquistando quegli abbuoni che gli consentiranno di posizionarsi al terzo posto della classifica generale, ma ormai il gruppo aveva nel mirino la fuga che veniva definitivamente ripresa a circa 9 km dall’arrivo. Gli uomini dei vari treni dei velocisti sgomitavano per trovare la posizione migliore. La volata veniva lanciata ed era Bryan Coquard (Team Vital Concept) a precedere Mark Cavendish (Dimension Data) e Giacomo Nizzolo (Trek Segafredo). Bouhanni e Kristoff, le cui squadre avevano tanto lavorato durante tutta la tappa, dovevano accontentarsi rispettivamente del quarto e del settimo posto. La classifica generale rispecchia quella di tappa, con Coquard, alla prima vittoria stagionale, che conduce con 4 secondi di vantaggio su Cavendish e 6 secondi su Périchon e Nizzolo, classificati con lo stesso ritardo ma è il francese sul podio in virtù non solo degli abbuoni ma anche dei punti accumulati ai due traguardi volanti per la classifica a punti. Domani seconda tappa dalla Sultan Qaboos University ad Al Bustan per 167.5 km. I quattro GPM spalmati lungo il percorso, in particolare l’ultimo a 5 km dall’arrivo, dovrebbero escludere i velocisti puri dai favori del pronostico a vantaggio degli uomini più resistenti ed anche la classifica generale potrebbe risentirne nelle primissime posizioni. Coquard, che si difende bene sugli strappetti, potrebbe così difendere la sua maglia oro.

Giuseppe Scarfone

Ordine d’Arrivo

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