Giro d’Italia meno 1: Il Gran Finale, da Muggiò a Torino

Tappa n. 18 – MUGGIÒ – PINEROLO

Percorso

Tappa dal finale difficile dopo i primi 170 km pianeggianti. Nella prima parte si attraversa tutta la pianura Padana nord-occidentale da Milano fino a Torino lungo strade prevalentemente rettilinee e dalla carreggiata ampia. Si attraversano alcune città di discrete dimensioni ed è necessario segnalare la presenza dei comuni ostacoli al traffico. Giunti a Pinerolo (unica asperità la Colletta di Cumiana) si passa sul traguardo per scalare una prima volta il Muro di via dei Principi d’Acaja e quindi affrontare Pramartino (4,6 km al 10,4% medio) per poi, dopo una discesa molto impegnativa, ritornare a Pinerolo per gli ultimi 3 km.

Ultimi km

Ai 2500 m dall’arrivo si svolta a sinistra e si sale per via Principia d’Acaja (450 m al 14% con punte del 20%, su pavé e carreggiata stretta). Segue una discesa ripida e impegnativa fino all’abitato di Pinerolo. Ultimi 1500 m piatti con alcune curve e un breve tratto in lastricato. L’arrivo è posto al termine di un rettilineo largo 8 m e lungo 350 m su fondo asfaltato.

MUGGIÒ – km 0

Muggiò, nella provincia di Monza-Brianza (attaccata al capoluogo proprio dalla parte in cui Monza presenta la stupenda e maestosa Villa Reale, opera neoclassica dell’architetto Giuseppe Piermarini, inaugurata nel 1780) è un popoloso centro di quasi venticinquemila abitanti di carattere prevalentemente industriale e artigianale. Alcune piacevoli costruzioni ricordano il passato quando l’economia dei luoghi era prevalentemente rurale. Di Muggiò sono i ciclisti Giacomo Nizzolo e Roberto Pistore (1971.. Di Muggiò è pure Arianna Errigo, specialista del fioretto, plurititolata, a livello olimpico e iridato, nella disciplina.

 

BOLLATE – km 8

Nella vicina Novate Milanese, dove nel 1917 nacque lo storico patron del Giro Vincenzo Torriani scomparso nel 1996, il giorno della tappa verrà deposto un bassorilievo a ricordo a vent’anni dalla scomparsa.

 

MAGENTA – km 33

Magenta ricorda la battaglia del 4 giugno 1859, seconda guerra d’Indipendenza, vinta dalla coalizione franco—piemontese contro gli austriaci.

 

NOVARA – km 54

Novara, caratterizzata dall’alta cupola della cattedrale di San Gaudenzio opera di Alessandro Antonelli, l’autore anche della torinese Mole Antonelliana, è città importante per attività varie e comunicazioni, la seconda della regione per numero d’abitanti. Si è in territorio piatto caratterizzato da risaie. Qui si concluse nel 1968 una tappa del Giro con il successo di Eddy Merckx.

 

VERCELLI – km 77 e LIGNANA (zona rifornimento) – km 86

Vercelli, la “capitale europea del riso”, con pregevoli edifici e architetture significative come il Duomo neoclassico e la basilica di Sant’Andrea dell’inizio del 1200, simbolo della città. Vercelli è stata una volta sola arrivo di tappa della corsa rosa, nel 1992, vinta da Mario Cipollini.

 

CRESCENTINO – km 108

A Crescentino sorge, nella frazione di San Genuario, un complesso con abbazia e castello, comune di nascita del famoso direttore d’orchestra Cinico Angelini (1901-Roma 1983).

 

CHIVASSO (traguardo volante) – km 125 e SETTIMO TORINESE – km 138

A Chivasso, fino al 1990, erano realizzate le auto Lancia. A Settimo Torinese è cresciuto Gabriel Garko, pseudonimo di Dario Oliviero, attore.

 

TORINO – km 149

La corsa attraversa Torino, la storica città capoluogo che nel 2016 ospita la conclusione finale della corsa con la quale è unita da molteplici circostanze e importanti episodi.

 

RIVOLI (traguardo volante) – km 164

Nella prima linea periferica di Torino Rivoli presenta il suo castello sabaudo in posizione elevata (ospita un museo d’arte contemporanea).

 

AVIGLIANA – km 175

Avigliana si trova sulle dolci alture moreniche all’imbocco della Val di Susa con i due caratteristici laghi: il lago Grande e il lago Piccolo. Vis i trovano inoltre il santuario della Madonna dei Laghi e, in posizione dominante, nel contiguo comune di Sant’Ambrogio Torinese, su un picco, la Sacra di San Michele. È un complesso architettonico che sorge sul monte Pirchiriano, all’imbocco della val di Susa. Appartiene alla diocesi di Susa ed è il monumento simbolo del Piemonte, una delle più eminenti architetture religiose di questo territorio alpino, transito per i pellegrini tra Italia e Francia. Ristrutturato, è stato affidato alla cura dei padri rosminiani. Secondo alcuni storici, nel luogo in cui sorge ora l’abbazia, già in epoca romana esisteva un presidio militare che controllava la strada verso la Gallia. Anche i Longobardi installarono un presidio che fungesse da baluardo contro le invasioni dei Franchi, facendo del luogo un caposaldo delle cosiddette chiuse longobarde delle quali rimangono alcune vestigia nel sottostante paese di Chiusa di San Michele.

Armoniose e ben conservate sono le strutture medievali del centro storico di Avigliana, con motivi di rilievi quali la chiesa di San Giovanni, la casa della Porta Ferrata e la torre dell’Orologio. Qui sono nati Piero Fassino (1949), politico e attuale sindaco di Torino ed Emilio Ostorero (1934), storico pilota di motocross.

 

CUMIANA – km 192

Località e zona caratterizzata da tipico paesaggio collinare, contornato dai monti, con edifici di piacevole stile, tipico dei luoghi. A Cumiana è nato nel 1908 Francesco Camusso (morto a Torino nel 1995), forte scalatore, vincitore del Giro d’Italia 1931.

 

PINEROLO – km 212

 

PRAMARTINO (GPM) – km 221

La salita è stata percorsa per la prima volta dalla corsa rosa nel 2009 e replicata dal Tour de France nel 2011, entrambi con traguardo di tappa a Pinerolo.

 

VILLAR PEROSA – km 227

Villar Perosa si collega con immediatezza alla famiglia Agnelli che ha forti legami affettivi con il luogo. È stata per molto tempo la sede del ritiro pre-campionato della Juventus. Sviluppate sono le attività industriali con, in tema, un Museo della meccanica e del cuscinetto mentre, fra gli edifici, spicca la chiesa di San Pietro in Vincoli, in posizione di rilievo con vista sulla valle.

 

PINEROLO – km 240

La città si trova disposta sulla collina di San Maurizio con l’omonima chiesa tardo-gotica e storici edifici che rimandano al casato degli Acaja, il ramo dei Savoia che governò a lungo la zona e il gotico Duomo di San Donato, nella piazza omonima. Musei, teatri e varie costruzioni ricordano la sua lunga storia, anche di cittadella militare con la Cittadella che ricorda il personaggio della Maschera di Ferro che ha ispirato Alessandro Dumas senior. Qui è nato nel 1890 Ferruccio Parri, scomparso nel 1981 a Roma, uomo politico di grande rilievo e statura morale che, durante la lotta partigiana, scelse il nome di battaglia di “Maurizio”, in onore della collina simbolo di Pinerolo.

Qui terminò la “mitica” tappa del 1949 vinta da Fausto Coppi con 11’52” su Bartali che giunse con Alfredo Martini, terzo. Poi, a seguire, sono stati primi Bitossi nel 1964, Giuseppe Saronni nel 1982, il velocista toscano Gabriele Balducci nel 2007 e, infine, nel 2009, Danilo Di Luca.


Tappa n. 19 – PINEROLO – RISOUL

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Percorso

Tappa di alta montagna, con la Cima Coppi e arrivo in salita. I primi 80 km sono un lunghissimo falsopiano a salire fino a Casteldelfino, dove inizia la salita alla Cima Coppi del Colle dell’Agnello (2744 m). Seguono quasi 40 km di prevalente discesa che portano a Guillestre ai piedi della salita finale. Da segnalare alcune gallerie attorno al km 135.

Ultimi km

Ultimi 13 km interamente in salita, pendenza media attorno al 7% con 15 tornanti. Strada dalla carreggiata particolarmente ampia e in buono stato. Rettilineo di arrivo all’8%, di 150 m, largo 6 m su asfalto.

PINEROLO – km 0

 

BAGNOLO PIEMONTE – km 15

È una località nota per la “pietra di Luserna”, materiale in varie tonalità di grigio, impiegato nelle costruzioni che caratterizzano anche edifici della zona come il complesso feudale di Malingri con un vasto parco.

 

BARGE – km 19 e REVELLO – km 31

Seguono Barge, con il castello e la torre, e Revello con la grande abbazia cistercense di Staffarda, stile romanico-gotico con il primo nucleo che risale alla fine del 1100. Si è sempre in pianura dominata dall’imponente sagoma del Monviso.

 

SALUZZO – km 39

Si supera il ponte sul Po e s’incontra Saluzzo. È città distinta da una lunga storia che ha trovato peculiare espressione nei quattro secoli del suo marchesato. Conserva nella parte collinare la struttura medievale che culmina nella splendida ambientazione del Castello, detto anche Castiglia, con case quattrocentesche ed epoche successive, distinte dal rosso del cotto, scalinate, strette vie. La parte che si è sviluppata dal 1800 è invece sul piano. Città di cultura e arte ha nella Cattedrale dell’inizio del 1500, Casa Cavassa, palazzetto di pregio e la chiesa di San Giovanni i luoghi di maggiore pregio.

Silvio Pellico (1789-Torino 1854), scrittore, poeta, patriota, autore del famoso libro “le mie prigioni” e Giambattista Bodoni (1740-1813 Parma), incisore, tipografo e stampatore, il creatore dei notissimi caratteri tipografici che propongono il suo cognome, sono nativi di Saluzzo.

 

VERZUOLO – km 46 e PIASCO (traguardo volante) – km 50

Si apre quindi il paesaggio della Val Varaita, zona di lavorazione del legno, con il passaggio da Verzuolo con il Castello, dove nel 1950 è nato Flavio Briatore, personaggio di vari interessi in diversi settori. Poi Piasco (TV di tappa) dove un dato connotativo è la costruzione delle arpe, strumento musicale al quale qui è dedicato pure un museo. Venasca, dove la strada inizia a salire, poi Brossasco e Frassino, tipiche località lungo il corso del Varaita, territorio che conserva tradizioni e lingue occitane e dove, fra le attività agricole, occupa un posto di rilievo quella della lavorazione del legno.

 

SAMPEYRE (traguardo volante) – km 75

È Sampeyre (TV di tappa) il centro di riferimento della valle, sorge in un’ampia conca verde e, nell’attuale economia, privilegia l’aspetto turistico per vacanze attive, con varie opportunità fra le quali la MTB, rispetto ad altre tradizionali attività che comunque permangono.

 

CASTELDELFINO – km 86 e CASTELLO (zona rifornimento) – km 91

In zona c’è la nota pineta dell’Alevè che, interessando altri comuni, è la più grande estensione di pino cembro in Italia, fra le più vaste d’Europa. Qui sorge pure la centrale elettrica alimentata dall’invaso artificiale del Lago di Pontechianale, o Lago del Castello.

 

PONTECHIANALE – km 92

Pontechianale è un comune sparso con capoluogo in località Maddalena, che nella soprastante località di Chianale presenta un abitato inserito fra i “borghi più belli d’Italia”.

A Chianale il Giro d’Italia aveva già aggiudicato l’arrivo della Varazze-Valle Varaita del 1993 vinta da Marco Saligari. Altro arrivo (1995), con traguardo obbligato d’emergenza per la valanga improvvisa sull’Agnello che aveva sommerso varie vetture della carovana in testa alla corsa (senza conseguenze per le persone, fortunatamente) che erano dirette all’originario traguardo di Briancon. A Pontechianale fu primo lo svizzero Pascal Richard. Altro arrivo nel 2003 con vittoria di Dario Frigo.

 

COLLE DELL’AGNELLO (Cima Coppi) – km 106

Il Colle dell’Agnello (Cima Coppi, m.2744) è la terza salita, in termini di altitudine, d’Europa dopo l’Iseran (m.2770) e lo Stelvio (m.2758). Un cippo segna il confine con la Francia.

 

FONTGILLARDE – km 117 e MOLINES-EN-QUEYRAS – km 122

La Francia si prospetta con la valle del Queyras che propone splendide visioni d’importanti cime e piacevolissime località, in ambiente naturale suggestivo e armonizzato nel quadro d’alte cime, riconosciuto quale “parco regionale naturale”, ritrovabili dopo la prima parte di discesa. Il fondovalle è percorso dal torrente Guil e la valle è anche indicata come Valle del Guil. Il primo abitato si trova poco sotto i duemila metri, si tratta di Fontgillarde. Quindi la tappa passa per Molines-en-Queyras, ricco di piste di sci di ogni genere.

 

CHÂTEAU-QUEYRAS – km 132

È sede dell’omonimo, poderoso Castello posto su uno sperone.

 

GUILLESTRE – km 149

Situata nel fondovalle, fra il valico del Vars e quello dell’Izoard, presenta la bella chiesa in pietra e altre caratteristiche costruzioni. Mont Dauphin affacciata sulla sommità del pianoro roccioso alla confluenza del Guil e della Durance, con la sua fortezza, costruita dal famoso architetto Vauban alla fine del secolo XVII ed è oggi classificata come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Dal suo passato militare di cittadella inespugnabile, la fortezza del Monte Dauphin (costruita con pietra di marmo rosa di Guillestre) ha mantenuto un gruppo architettonico di mura e bastioni, e all’interno delle fortificazioni l’arsenale, la polveriera, le caserme militari e il coro della chiesa di Saint-Louis. La fortezza ospita anche abitazioni, fontane, lavatoi, e spazi verdi che invogliano a camminare. Lungo le mura, si gode un magnifico panorama sui paesaggi montuosi circostanti.

Sébastien Le Prestre marchese di Vauban (1633-1707), noto in genere solo come Vauban, è stato uno dei più grandi ingegneri militari di tutti i tempi. Fu specialista nella progettazione delle fortificazione e contemporaneamente innovatore delle tecniche di assedio tanto da far nascere il detto “Fortezza progettata da Vauban mai presa, assediata da Vauban sempre presa” e da dire lui stesso “Non esiste una fortezza imprendibile, ci sono solo attacchi mal progettati”. Precursore delle tecniche architettoniche di difesa passiva come i bastioni in terra e l’adattamento del progetto al terreno progettò fortezze in tutta la Francia e influenzò l’architettura militare in tutto il mondo fino alla Grande Guerra.

 

RISOUL (GPM) – km 162

Nella zona del traguardo sorge una moderna e grande struttura, ben inserita nella situazione paesaggistica, importante riferimento per le molte attività, in ogni settore, che la località riserva e offre agli ospiti. È una stazione ricca di moderni impianti per la pratica dello sci, in tutte le specialità, così come per le altre attività sulla neve con strutture ricettive moderne e ben inserite nel contesto delle tipiche abitazioni del luogo.

Il Tour de France, nel 2014, ha proposto la tappa Grenoble-Risoul 1850 con la vittoria del polacco Rafal Maika e maglia gialla indossata da Vincenzo Nibali che trionfò poi a Parigi.


Tappa n. 20 – GUILLESTRE – SANT’ANNA DI VINADIO

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Percorso

Tappone alpino di soli 134 km con 4100 m di dislivello. Si tratta di una sequenza di quattro salite intervallate da tre discese senza tratti di pianura. Si scalano il Col de Vars (19 km), il Col de la Bonette (22 km), il Colle della Lombarda (20 km) e i 2,3 km che portano al Santuario di Sant’Anna. Tutte le salite (in gran parte sopra i 2000 m di quota) sono ampie con numerosissimi tornanti e fondo buono. Unico tratto a carreggiata ristretta è la discesa impegnativa dal colle della Lombarda fino ai piedi degli ultimi 2,3 km.

Ultimi km

Ultimi 2300 m tutti in salita con pendenze dal 9% all’11%. Strada abbastanza stretta con alcuni tornanti. Ultime centinaia di metri tra le case del Santuario con brevi rampe e curve strette. Rettilineo d’arrivo di 50 m su asfalto largo 6 m.

GUILLESTRE – km 0

Guillestre è la località che rappresenta il centro più importante della vallata.

 

STATION DE VARS (traguardo volante) – km 14 e COL DE VARS (GPM) – km 19

La corsa supera Sainte Marie de Vars, il maggior centro della zona che introduce alla zona (TV di tappa) degli impianti sciistici di Station de Vars che, così come quelli di Risoul, sono compresi nell’ampio territorio della Foret Blanche. Poi la corsa affronta il Col de Vars (1^ cat.), salita storica del Tour de France. Fa parte della “Route des Grandes Alpes”.

 

SAINT PAUL SUR UBAYE – km 27

Situata nel dipartimento delle Alpes-de-Haute Provence, nella vallata dell’Ubaye dal nome del fiume che vi scorre. Sua caratteristica è quella che la sponda destra, assolata, è coltivata mentre quella sinistra è soprattutto boschiva. Si scende su Saint Paul sur Ubaye, villaggio sovrastato dalla cima dell’Aiguille du Chambeyron (m.3412), la più alta dopo il Monviso.

 

JAUSIERS – km 41

Si supera la borgata di Les Gleizolles e il piccolissimo comune La Condamine Chatelard, tipici luoghi di montagna. A Jausiers, al termine della discesa dal Col de Vars, il paese presenta piacevoli architetture con decorazioni.

 

COL DE LA BONETTE (GPM) – km 63

L’unico abitato che s’incontra lungo la salita è quello della frazione di Lans. Sede stradale ampia che dopo la località presenta la prima parte con coltivazioni, quindi vegetazione e poi più nulla fra strada, rocce e cielo. Poco prima dello scollinamento si tocca la sommità del Restefond, a quota m.2680.

 

SAINT-ETIENNE DE TINÉ – km 88

Si entra nel Dipartimento delle Alpi Marittime incontrando, in costante discesa, le caserme in pietra, abbandonate nel periodo fra i due conflitti mondiali, di Camp des Fourches e quindi Bousieyas, minuscolo centro abitato, il più elevato del dipartimento e, infine, Saint-Etienne de Tiné, comune tipico con belle costruzioni, ai limiti del parco nazionale del Mercantour.

 

ISOLA (traguardo volante) – km 103 e COLLE DELLA LOMBARDA (GPM) – km 124

Isola è un piccolo comune che, fino al 1947, apparteneva all’Italia. Da qui inizia un’altra lunga salita di una ventina di chilometri per il GPM di 1^ cat. del Colle della Lombarda. Si supera la recente stazione sciistica di Isola 2000 in un pregevole paesaggio d’alta montagna.

 

SANT’ANNA DI VINADIO (GPM) – km 134

Si entra in Italia, in Piemonte, provincia di Cuneo con un tratto in discesa al 6/7% fino al bivio per Sant’Anna, a quota m. 1824. Da qui si risale ancora verso il traguardo di Sant’Anna di Vinadio che si trova a quota m. 2015.

Il Santuario di Sant’Anna di Vinadio, il più alto d’Europa, è dedicato ai santi Anna e Gioacchino, i genitori di Maria, che si festeggiano il 26 luglio. Nasce nel 1500 come cappella-ospizio montano e, nei secoli, si sviluppa. Ha subito vari e gravi danneggiamenti legati a vicende belliche trovandosi su una linea di confine ma, dal 1949, iniziano varie opere di restauro e ampliamento. Nel 1964 l’apertura di una strada percorribile per le auto diede nuovo e cospicuo impulso alla struttura religiosa. Il santuario, di stile barocco, risale agli anni attorno al 1680. Ora comprende anche altri ambienti accessori per accogliere pellegrini. Di notevole bellezza sono i due laghetti alpini naturali situati poco più in alto, raggiungibili a piedi.

In tema ciclistico, del Giro d’Italia in particolare, si ricorda che qui era già stato allestito il traguardo della 18^ tappa, Imperia-Sant’Anna di Vinadio, dell’84^ edizione della corsa rosa, in programma il 7 giugno 2001, ma la tappa non fu disputata.

Vinadio, con il suo estesissimo territorio (il secondo del Piemonte, dopo Alessandria), sorge nella valle della Stura di Demonte, a quota m. 900. È stata un’importante piazzaforte come rivelano le fortificazioni e il fossato che le circonda, fatte costruire da Carlo Alberto. Ora la struttura è nella disponibilità della popolazione con varie attività. Caratteristica è la chiesa con il bel campanile romanico nella zona più elevata dell’abitato. È località turistica e termale con le strutture situate a Bagni di Vinadio, a monte di Vinadio, a quota m.1305 mentre, in località Besmorello, è in funzione un moderno stabilimento per imbottigliamento delle acque minerali di S. Anna di Vinadio. È nativa di Vinadio (1969) Stefania Belmondo, plurimedagliata e plurititolata specialista dello sci di fondo.


Tappa n. 21 – CUNEO – TORINO

Percorso

Partenza da Cuneo e passaggio in Borgo San Dalmazzo per rientrare in direzione di Torino con un percorso che costeggia Cuneo a sud-est. Si procede per strade statali larghe e rettilinee attraverso la pianura fino a Torino, dove si entra nel circuito finale da ripetere otto volte.

Ultimi km

Il circuito di Torino misura 7,5 km e si svolge quasi tutto sulla riva destra del Po. Passato il traguardo si gira attorno alla Chiesa della Gran Madre per affrontare l’unica breve salita della tappa (da ripetere otto volte) che porta alla Villa della Regina (750 m dal 4 al 6% con un breve picco all’8% in vetta). Segue una veloce discesa fino a Corso Moncalieri che conduce poi dall’altro lato del Po. Qui la corsa passa sotto Ponte Balbis ed entra nel parco del Valentino che attraversa fino all’ultimo km. Negli ultimi 1000 m due curve prima e dopo Ponte Umberto I e quindi rettilineo finale di 600 m in asfalto, larghezza 8 m.

CUNEO – km 0

Cuneo sorge su un “cuneo” a triangolo di uno sperone di roccia che si eleva fra il corso del torrente Gesso e la Stura di Demonte, alla confluenza di varie valli che scendono dalle Alpi Marittime e Cozie che si stagliano, spettacolarmente, sullo sfondo. Il nucleo urbano costitutivo della città è situato qui, caratterizzato da un aspetto tipico piemontese con porticati, e disposto in un impianto a scacchiera con la lunga direttrice di via Roma che sbuca nella vastissima piazza Duccio Galimberti con edifici di stile neo-classico e atmosfere ottocentesche. Lo sviluppo urbano più recente propone lunghi viali alberati ricavati lungo la linea delle antiche fortificazioni. Altro elemento connotativo della città è il grande viadotto, stradale e ferroviario lungo 800 metri circa, che scavalca, a un’altezza di 50 metri, la Stura di Demonte e intitolato a Marcello Soleri di Cuneo (1882-Torino 1945), generale degli Alpini e uomo politico di formazione liberale. Fra i vari motivi architettonici si propongono la Cattedrale di Santa Maria del Bosco, la chiesa di San Francesco con l’attiguo chiostro e il complesso monumentale di San Francesco con il Museo Civico. Giorgio Bocca (1920-Milano 2011), notissimo scrittore e giornalista, ha sempre mantenuto vivi legami con la città d’origine. Notevole è il parco fluviale Gesso e Stura. I grossi cioccolatini, i “cuneesi” al rum e in altre versioni, sono una specialità apprezzata.

Il Giro d’Italia ha qui vissuto molteplici episodi dal 1914, anno del primo arrivo, a oggi. Il corridore Niccolò Bonifazio è qui nato nel 1993.

 

CENTALLO – km 31

Attivo comune con varie attività industriali, di allevamento e agricolo dove si coltiva il “fagiolo di Cuneo”.

 

SAVIGLIANO – km 50

Città con notevole passato storico testimoniato dal centro cittadino con la chiesa barocca di S.Andrea, quella di San Pietro e il palazzo Cravetta con quello Taffini d’Acceglio, la torre civica e la centrale Piazza Santarosa. Variata è l’attività industriale con le costruzioni ferroviarie e di treni per metropolitane in primo piano. Qui sono nati il patriota Santorre di Santarosa (1783-Sfacteria 1825) e l’astronomo insigne e storico della scienza Giovanni Schiapparelli (1835-Milano 1910).

 

RACCONIGI (traguardo volante) – km 65

Caratterizzata dal grande castello sabaudo d’origine medievale ma che ha assunto l’attuale aspetto dopo gli interventi del 1700 e 1800. Racconigi è stata per molto tempo la residenza estiva preferita dei Savoia e fa parte delle residenze sabaude. Accanto al castello anche il parco, estesissimo, centosettanta ettari, presenta peculiari motivi di bellezza disegnati da un paesaggista. Il Castello è sito protetto dall’UNESCO.

 

CARMAGNOLA – km 76

È famosa per il “peperone di Carmagnola” che in questi terreni trova favorevoli condizioni di crescita con altri ortaggi. Diffuse e diversificate sono pure le attività industriali e commerciali. Nel centro sono visibili tipiche abitazioni e portici affrescati e l’antica chiesa di S. Agostino.

 

VILLASTELLONE (zona rifornimento) – km 84

Popoloso comune prevalentemente agricolo (è definito il paese delle patate e delle rane), con attività varie e diversi edifici di rilievo.

 

MONCALIERI – km 95

Edificio principale è il Castello Reale che, da un’altura, domina la cittadina sul Po che confina con Torino. Il centro storico, più in basso, presenta piacevoli residenze tipiche dell’epoca sabauda. Di rilievo è pure la chiesa di Santa Maria della Scala.

 

TORINO (1º passaggio – km 103, 2º passaggio – km 110,5, 3º passaggio – km 118, 4º passaggio – km 125,5, traguardo volante – 5º passaggio – km 133, 6º passaggio – km 140,5, 7º passaggio – km 148, 80 passaggio – km 155,5 e traguardo finale – km 163)

Metà della tappa si svolge nel capoluogo sabaudo con otto giri di un circuito di 7,5 km, ai piedi della collina, metà al di qua e metà aldilà del fiume Po con l’arrivo in corso Moncalieri. Seguendo lo sviluppo del circuito sono toccate le zone di Borgo Po, con la Chiesa neo-classica della Gran Madre di Dio, quindi si supera un breve strappo e si è ai piedi della collina torinese. È una zona di pregio residenziale con varie dimore “liberty” e curati giardini. Ci s’immette su Corso Moncalieri e quindi si attraversa il Po entrando nella zona del Parco del Valentino per l’ottocentesco ponte Principessa Isabella. Si è nella splendida zona del Parco del Valentino con pregevole flora, dove s’incontrano il Borgo Medievale, complesso di fedeli riproduzioni di case medievali e castelli del Piemonte e della Valle d’Aosta e quindi il Castello del Valentino, eretto a metà del 1600 ispirandosi ai castelli francesi, ora sede della Facoltà di Architettura del Politecnico. Il Parco del Valentino offre, in profusione, possibilità d’attività sportive, proprio nel cuore della città. Si ripassa il Po attraverso il noto e spettacolare ponte Umberto I^ si prospetta il traguardo in Corso Moncalieri. Il Giro d’Italia a Torino ha vissuto vari e importanti momenti per oltre quaranta edizioni. Il glorioso impianto del Motovelodromo di Corso Casale, non distante dal traguardo, ha visto la conclusione di varie edizioni delle classiche Milano-Torino e Giro del Piemonte.

Torino è stata la prima capitale del Regno d’Italia dal 1861 al 1865. È l’antica “Julia Augusta Taurinorum” dei romani e, nei secoli, è stato sempre un riferimento ricco di storia. Con la dinastia dei Savoia la città trova nuovi sviluppi ed è la promotrice dell’Unità d’Italia. Ha conosciuto un forte processo d’industrializzazione all’inizio del 1900, soprattutto con la nascita della Fiat. La struttura urbana, a scacchiera, presenta ampi viali che s’intersecano dove sorgono vari edifici, civili e religiosi, di notevole pregio che testimoniano la sua storia. Nel Duomo del 1500 è conservata la Sacra Sindone, nome che indica il sudario dove fu avvolto il corpo di Gesù. Il simbolo della città è la Mole Antonelliana che riprende il nome dell’architetto progettista, alta m. 167,5 che ospita pure il museo nazionale del Cinema. Il Palazzo Reale, il museo Egizio, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, il Teatro Regio, il complesso del Lingotto, la Basilica di Superga che dall’omonimo colle a m. 672, si staglia sopra la città, sono fra i motivi di maggior pregio del capoluogo sabaudo. Superga si collega pure alla tragedia aerea del 4 maggio 1949 che distrusse il “Grande Torino”, squadra di calcio che con la Juventus rappresentano il calcio torinese. La storia della città ha proposto alla ribalta un gran numero di personaggi, in vari settori, della cultura e dell’industria che hanno conquistato anche fama internazionale. Personaggio legato a Torino Galileo Ferraris (1847-1897) è stato ingegnere e scienziato, scopritore del campo magnetico rotante e ideatore del motore elettrico in corrente alternata.

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