Sette imprese per sette Magnifici: è la storia del ciclismo

Felice Gimondi, Chris Froome, Eddy Merckx e Vincenzo Nibali alla presentazione della tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d'Italia 2019: sono quattro dei sette "magnifici" atleti capaci di vincere almeno una volta in carriera Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta a Espana (Credits Bettini Photo)

Sette imprese per sette Magnifici: è la storia del ciclismo

Agli exploit e ai campioni capaci di completare la tripla corona Giro-Tour-Vuelta sarà dedicata l’edizione numero 23 della GF Gimondi Bianchi, in programma a Bergamo il 5 maggio

Cinquantuno vittorie assolute fra Vuelta a Espana, Tour de France e Giro d’Italia, e non solo: spesso anche un secondo posto o una rimonta nei metri conclusivi possono rappresentare un’impresa o salvaguardarne una più grande. Pagine di storia del ciclismo ne hanno scritte tante, i “Magnifici 7” campioni capaci di vincere almeno una volta in carriera le più celebri corse a tappe, e l’edizione numero 23 della Granfondo Felice Gimondi Bianchi in programma domenica 5 maggio a Bergamo si prepara a celebrarli.

Difficile scegliere la più bella e le più belle, per ciascun atleta, perché ogni impresa ha una sua genesi, una sua storia, un suo significato. Noi ne abbiamo scelte sette, una per ogni “gigante del Grande Slam”, senza pretendere che siano le più grandi. Piuttosto, probabilmente, le più emozionanti.

JACQUES ANQUETIL, Vuelta a Espana 1963. Dopo aver vinto tre dei suoi 5 Tour de France e un Giro d’Italia, Anquetil è il primo campione a completare il Grande Slam. Alla Vuelta a Espana del 1963 il francese vince una sola tappa, la seconda – una cronometro da Mieres a Gijón – ma riesce nell’impresa di conservare la maglia di leader fino alla quindicesima e ultima frazione, con arrivo a Madrid.

FELICE GIMONDI, Vuelta a Espana 1968, 14a tappa Santander-Vitoria. Otto maggio. E’ il giorno in cui Felice Gimondi diventa il re della Vuelta, nella tappa numero 14. Il campione bergamasco scatta a oltre 50 chilometri dall’arrivo, rimontando quasi tutti i fuggitivi – tranne Eduardo Castelló, che si aggiudica la tappa – e conquistando la maglia amarillo. La metterà al sicuro con la vittoria nella cronometro di Tolosa, prima del trionfo finale a Bilbao.

EDDY MERCKX, Giro d’Italia 1974, 20a tappa Pordenone-Tre Cime di Lavaredo. E’ l’anno della tripletta Giro-Tour-Mondiale, per il Cannibale. Eppure, per vincere la Corsa Rosa, Merckx deve fare gli straordinari. Alla partenza della tappa delle Tre Cime di Lavaredo, il belga, Felice Gimondi e Gianbattista Baronchelli sono racchiusi in 41 secondi. A 2 km dall’arrivo, Baronchelli stacca Merckx che, però, conserva la maglia rosa con 12″ su Baronchelli e 33″ Gimondi grazie a una rimonta negli ultimi metri. Il Giro del ’74 è la conquista più sofferta e, anche per questo, una delle più belle.

BERNARD HINAULT, Giro d’Italia 1980, 20a tappa Cles-Sondrio. Secondo in classifica dietro Wladimiro Panizza, dopo la tappa vinta a Roccaraso, Hinault raggiunge il compagno Bernaudeau e gli cede il successo di tappa, nell’arrivo in parata che proietta Hinault verso il suo primo Giro d’Italia e la “tripla corona”.

ALBERTO CONTADOR, Vuelta a Espana 2017, 20a tappa Corvera de Asturias – Alto de l’Angliru. I trionfi assoluto a Giro, Tour e Vuelta appartengono al passato. Il Pistolero è al termine della carriera. Un solista del suo calibro, però, non può non chiudere con un’esecuzione memorabile. E sull’Alto de Angliru, nella Vuelta dominata da Chris Froome, stacca tutti con una cavalcata al contempo leggera e potente e saluta il ciclismo da protagonista, proprio come l’ha vissuto.

VINCENZO NIBALI, Tour de France 2014, 18a tappa Pau-Hautacam. Dopo aver primeggiato in pianura (a Sheffield), sui Vosgi (a Planche des Belles Filles), sulle Alpi (a Chamrousse), lo Squalo mette il sigillo definitivo sul Tour 2014 vincendo la frazione pirenaica con il Tourmalet e arrivo in cima a una salita di 13,6 km. A tre tappe dal termine, Vincenzo spedisce tutti gli avversari a oltre 7′. E si prepara a volare nel club dei “Giganti del Grande Slam”.

CHRIS FROOME, Giro d’Italia 2018, 19a tappa Venaria Reale-Bardonecchia. Un’impresa d’altri tempi. Oltre 80 km di fuga solitaria, nata dopo la crisi della maglia rosa Simon Yates sul Colle delle Finestre e proseguita sul Sestriere e nel finale sullo Jafferau, inframezzati da un lungo falsopiano. Così, rimontando anche Tom Dumoulin grazie a un’azione da fuoriclasse, Chris Froome entra nel gotha dei campioni capaci di conquistare la tripla corona, dopo i 4 trionfi al Tour de France e quello alla Vuelta a Espana.

Come iscriversi alla Granfondo Gimondi-Bianchi 2019
Tutti gli appassionati potranno iscriversi alla 23a edizione della Granfondo Gimondi Bianchi compilando l’apposito form online sul sito ufficiale della manifestazione www.felicegimondi.it, oppure presso gli uffici organizzativi di G.M.S. in Via G. Da Campione, 24/c – 24124 Bergamo (tel. +39 035.211721 – fax + 39 035.4227971).

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