Stati Generali dello Sport: la posizione della FCI riguardo la contestazione di oggi

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Stati Generali dello Sport: la posizione della FCI riguardo la contestazione di oggi
Il presidente Di Rocco sottolinea con forza che il ciclismo è stanco di dover continuare a sopportare che persone squalificate per doping insistano a frequentare il mondo amatoriale e sportivo in generale, imponendo la propria presenza anche in contesti istituzionali.

Riguardo la contestazione da parte di Cristian Bianchetti, in passato squalificato per doping e pertanto ritenuto “non etico” in base alla normativa attualmente in essere, contestazione che ha turbato i lavori degli Stati Generali del CONI di oggi a Roma presso il Salone d’Onore del CONI, il presidente della Federazione Renato Di Rocco, nello scusarsi a nome di tutto il movimento ciclistico, sottolinea con forza che il ciclismo è stanco di dover continuare a sopportare che persone squalificate per doping insistano a frequentare il mondo amatoriale e sportivo in generale, imponendo inoltre la propria presenza anche in contesti istituzionali come l’appuntamento di oggi.

Riguardo la legislazione etica si ricorda che il Collegio di garanzia del Coni ha confermato l’indirizzo federale, esaltandone il valore sportivo e del benessere fisico. Nelle motivazioni della sentenza, lo stesso Collegio, ha ricordato che: “I principi etici che contrastano con severità l’uso del doping sono dunque un pilastro irrinunciabile per l’esercizio della pratica sportiva. L’esistenza di regole internazionali antidoping non esclude affatto, ad al contrario richiede, che siano adottate disposizioni attuative nazionali o federali, come è il caso, ad esempio, della normativa con cui la FCI nel 2014 ha deciso di limitare il tesseramento per la categoria amatori.

“Il ciclismo ha cambiato pagina – dichiara il presidente Di Rocco – è sano ed è uno degli sport più controllati al mondo e non ha nessun interesse a modificare il proprio percorso di una disciplina seria e praticata da atleti modello ed altamente qualificati.

“Il nostro sport – conclude il presidente Di Rocco – ha già pagato enormemente in termini di immagine e credibilità per colpa di pochissimi soggetti che non vogliono rispettare e sottostare alle regole. In questo momento la bicicletta rappresenta il benessere fisico, il futuro sostenibile, attraverso una mobilità consapevole, e la possibilità di godere appieno delle bellezze artistiche e paesaggistiche che il nostro Paese possiede.”

2 COMMENTI

  1. ++COMUNICATO UFFICIALE++
    Buongiorno sono Cristian Bianchetti e come persona tirata in ballo dal comunicato ufficiale dal sito della FCI del 16/01/2019 mi sento in dovere di fare alcune precisazioni per diritto di replica.

    Già dal Titolo si capisce che Di Rocco mette le mani avanti rispondendo con un tema che nulla ha a che vedere con la mia chiacchierata di ieri al CONI, lui dichiara: “Il ciclismo è stanco di sopportare che persone squalificate per doping insistano a frequentare il mondo amatoriale, e sportivo in genere, imponendo la propria presenza anche in contesti istituzionali”

    In primis allo stato attuale non sono una persona squalificata per doping e di sicuro non insisto a frequentare il mondo amatoriale, in quanto da 4 anni ho la tessera da èlite nel pieno rispetto della loro assurda regola, dimostrando ogni mese il paradosso del requisito etico che va in contrasto a norme UCI, WADA, Costituzionali, ed Europee.

    Sono 4 anni che tutti, a livello istituzionale, mi danno ragione (dalla foto in allegato il Presidente non mi sembra adirato per le mie ragioni), promettendo di trovare un rimedio, rimedio che legalmente non esiste essendo andato tutto in prescrizione; allora, ho deciso,dopo 4 anni di prese in giro, di parlare con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo, Giancarlo Giorgetti e visto che per vie istituzionali è impossibile, dopo avere ascoltato educatamente l’inizio Convegno con il Presidente Coni Malagò (padrone di casa) ho deciso di farmi avanti per parlare con chi ha la delega allo sport nello Stato Italiano per informarlo dell’ingiustizia che sto subendo (non parlavo con il Presidente del CONI, che già sa tutto, e peraltro è stato anche gentile a farmi parlare, quindi nessun Blitz e nessuna imposizione della mia presenza in contesti istituzionali).

    Di Rocco dichiara che il ciclismo ha cambiato pagina, a me diceva che questa norma colpisce noi “Fantasmi del passato” perché ora serve cosi, ma io non ci sto a fare da capro espiatorio della lotta al doping, piuttosto combatta i “Mostri del Presente” e se vuole far valere il requisito etico lo faccia la domenica sera guardando le classifiche delle gare in Italia. Una norma senza sanzioni è nulla!

    Io sono qui a rivendicare il Diritto Costituzionale alla difesa per quei fatti che (non avendo la palla di vetro sul futuro ergastolo ciclistico amatoriale) ho subito ed ho pagato dal 2005 al 2007 (senza stare troppo a spiegare che poi nel 2009 sono stato assolto).

    Ho pagato! Ho sofferto! Sono tornato! Nel 2014 non può essere fatta una norma, di fatto RETROATTIVA, che vieta il tesseramento per chi avuto a che fare con la giustizia sportiva, tutti, indistintamente, tutta erba un fascio, squalificati a vita con gente che ha preso 7 mesi. NON CI STO!

    Se poi il Presidente è rimasto piccato per il mio cartello “La FCI mi DISCRMINA”, è vero!
    Ma non sono io a dirlo ma l’art 7 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo: “Nulla poena sine lege”!

    “”Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso.””

    Abbiamo dei diritti che ci spettano per il semplice fatto che siamo nati. Sono intrinseci nella natura umana, inalienabili, riconosciuti per diritto Sovra-Costituzionale. Sono i DIRITTI UMANI nonché Diritti riconosciuti dallo stesso Statuto Federale. Chiunque ce li nega commette un reato, quindi, FCI state commettendo un reato!

    Comunque non voglio annoiare con tecnicismi e contestazioni che trovate sulla pagina facebook “Non sono retroattivo” o sulla mia pagina web della storia con tanto di copie di sentenze e curiosità per i più propensi all’insulto perpetrato nei confronti di chi sta cercando di far valere un suo Diritto in un tema tabù come il doping.

    la storia: http://www.cicloamatori.net/?page_id=1236
    face book: https://www.facebook.com/nonsonoretroattivo/

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