Roberto Amadio ci racconta la “sua” Vuelta a San Juan

Roberto Amadio (foto Bettini)

Roberto Amadio ci racconta la “sua” Vuelta a San Juan

Nell’ormai rodato staff organizzativo della Vuelta a San Juan Internacional che prenderà il via tra poche ore spicca l’italianissimo nome di Roberto Amadio. Un nome giustamente noto nel movimento ciclistico italiano e già da anni inserito all’interno dell’organizzazione della corsa argentina che per molti bei nomi del ciclismo mondiale sancisce l’inizio della stagione agonistica.

Roberto Amadio con Moreno Argentin (foto Bettini)

Italiani d’Argentina cantava Ivano Fossati e in Argentina sono emigrati nei secoli migliaia se non milioni di italiani. Insomma tra Italia e Argentina il legame è sempre stato di quelli importati, nonostante la storia quella con la “S” maiuscola non ha mai dato risalto alla cosa. Quella con la “s” minuscola invece ne ha tracciato delle linee indelebili. Ecco così per fare un esempio  i “Xeneizes” (Genovesi) del Boca Junior. E giusto per rimanere in ambito sportivo l’ormai imminente Vuelta a San Juan, la cui corretta denominazione è Vuelta a San Juan Internacional, oltre che vedere ogni anno molti ciclisti di casa nostra nei ranghi di partenza annovera nella staff organizzativo anche Roberto Amadio già Team Manager di quel gioiello ciclistico che rispondeva al nome di Liquigas. L’ex ciclista di Portogruaro, è infatti inserito da anni nello’staff organizzativo della corsa argentina con mansione sulla carta di Responsabile dei rapporti con i Team, ma nei fatti, grazie al suo Palmares, un vero e proprio nume tutelare per gli organizzatori locali.

Proprio grazie ad Amadio cerchiamo di andare dietro alle quinte della corsa a tappe argentina che prenderà il via nella serata italiana di oggi con la prima tappa che porterà il plotone da San Juan a Pocito, la prima delle sette tappe che compongono il calendario della manifestazione che si concluderà il 3 Febbraio.

Roberto Amadio (foto Bettini)

La Vuelta a San Juan – esordisce il nostro – si svolge in un territorio dove i ciclismo ha un buon seguito da parte della popolazione locale. Per fare un esempio lo scorso anno nella tappa conclusiva a S. Juan, sulla circonvallazione si potevano contare tra i duecento e i duecentocinquanta mila spettatori. Grazie al Governatore della Regione, grande appassionato di ciclismo, negli ultimi anni la corsa è cresciuta ed è entrata nei programmi delle grandi squadre. Quest’anno sono presenti ben 6  Team World Tour. Nell’elenco partenti troviamo infatti: La Bora hansgrohe con Peter Sagan e Sam Bennet, la Dimension Data con Mark Cavendis;, la Deceuninck – Quick Step con Julian Alaphilippe, il giovane talento Remco Evenepoel (al suo debutto tra i grandi n.d.r.) e l’enfant du pais Max Richeze. Tutti nomi che rendono la starting list veramente importante continuando con la Lotto Soudal di Tiesj Bennot. Passando infine per le Professional. Citiamo tra le altre  le italiane Androni Giocattoli-Sidermec, Neri Sottoli – Selle Italia – KTM e Nippo Vini Fantini Faizanè, e l’iberica Caja Rural. Insomma direi proprio una bella partecipazione.

Tutto il Sudamerica e quindi anche l’argentina viene automaticamente associato al calcio, vedi i vari Messi, Maradona, il già citato Boca Juniors, da quanto riferisce Amadio però anche il ciclismo argentino ha buone potenzialità pronte ad esplodere, cosa già successa ad esempio in Colombia: “Il ciclismo sta crescendo molto, anche se come in tutto il Sudamerica il calcio la fa sempre da padrone. Tutti i Campioni sudamericani che giocano a calcio in giro per il mondo hanno una grossa presa sui giovani, però il ciclismo sta prendendo piede. In Colombia ad esempio, dove collaboro con l’organizzazione della Vuelta a Colombia, si trova una grandissima partecipazione di pubblico, anche grazie ad un movimento ciclistico più sentito e conosciuto all’estero, sicuramente più di quello argentino.

Tornando alla manifestazione che tra poco animerà le strade argentine chiediamo al nostro cortese interlocutore dove si colloca geograficamente la corsa: “San Juan è vicino a Mendoza, città famosa per il vino. La stessa regione di San Juan è famosa per lo stesso motivo. È sul confine delle Preande del Cile, sotto la cordigliera delle Ande, il che permette di effettuare una tappa che si concluderà al Colorado alla quota di 2400 m.slm, seguendo la strada che unisce l’Argentina al Cile. La Provincia di San Juan oltre che per il vino è conosciuta anche per l’estrazione dell’oro, è infatti uno dei più grossi centri argentini in questo settore. Una zona che sta quindi abbastanza bene economicamente. Per localizzarla meglio diciamo che rispetto all’intera Argentina questa zona è collocata nel Centro-Nord.

Il passato di Roberto Amadio è conosciuto ai più, i suoi trascorsi agonistici prima e poi l’epopea della Liquigas diventata Cannondale parlano per lui. Incuriosisce però questa terza vita del Dirigente Sportivo nato a Portogruaro nel luglio del 1963. “Dopo che la Liquigas è diventata Cannondale, io mi sono ritrovato a dover ricominciare. La ricerca di sponsor per creare un nuovo Team di ottimo livello non ha dato esiti positivi, un po’ per la crisi e sicuramente anche per la necessità di avere budget sempre più importanti. L’incontro ai Mondiali su Pista di Londra con Gabriel Ovidio Curuchet allora Presidente della Federazione Ciclistica Argentina, che mi decantava le bellezze e le potenzialità di questa zona mi ha incuriosito e visto che non avevo altri impegni, mi sono fatto tentare. Da lì è nata questa corsa a cui è seguita anche la collaborazione con Moreno Argentin per la Adriatica Jonica. L’essere stato Team Manager sicuramente mi aiuta, sia perché sono conosciuto nell’ambiente e conosco buona parte dei Team Manager attuali, sia nella buona riuscita della manifestazione stessa. I miei trascorsi mi permettono di poter stringere accordi con sia con i Team che con i corridori stessi, inoltre mi fanno avere un occhio di riguardo per tutto il resto, sicurezza, percorsi, alberghi. Tutto quello che serve per fare crescere una corsa. E i risultati cominciano a vedersi, non solo nelle starting list sempre più importanti con il passare degli anni. Quest’anno ad esempio la corsa andrà in diretta su Eurosport2 e su ESPN. Per quanto riguarda le trasmissioni in Europa è prevista anche una replica l’indomani.”

Tornando alla corsa vera e propria cosa prevede il programma: “Si comincerà oggi, 27 gennaio – illustra Amadio – e finirà il 3 febbraio, il tutto per sette tappe e un giorno di riposo, giovedì prossimo, dopo una tappa con un trasferimento importante. Un ottimo motivo per chiedere l’autorizzazione all’UCI per inserire il giorno di riposo nella manifestazione. L’essere una corsa di inizio stagione impone anche di dover dare ai Team delle tappe e un programma consono con il periodo. Ricordo che la Vuelta a San Juan è si una corsa vera, ma è usata da squadre e corridori per affinare la  preparazione in vista degli appuntamenti più importanti e deve svolgere nel miglior modo possibile questo ruolo.

Prima di concludere questa intervista vogliamo scoprire qualcosa di più anche sull’Amadio uomo di ciclismo con un background importante. Per aprire lo scrigno dei ricordi e delle emozioni è sufficiente fare il nome del tre volte Campione Mondiale Peter Sagan . “Peter è nato con me. È nato con noi in Liquigas. C’è grande stima reciproca e siamo rimasti sempre molto vicini e molto amici. Sicuramente mi auguro che possa avere anche delle belle soddisfazioni. Una delle tappe prevede nel finale uno strappo impegnativo di qualche centinaio di metri che è molto adatto alle caratteristiche dello slovacco. Peter si presenta in Argentina dopo aver preso parte al Tour Down Under, quindi sarà più in condizione rispetto agli altri. Quest’anno – continua parlando del suo pupillo – ha cambiato programma dopo aver corso in Australia e in Argentina, Sagan tornerà in Europa per un lungo periodo di preparazione in altura. Il suo debutto europeo quindi non sarà le Strade Bianche, ma la Tirreno per poi continuare con le Classiche fino alla Liegi. La Vuelta a San Juan è quindi un passaggio importante per il suo avvio di stagione.

Con difficoltà riusciamo a riportarlo sull’argomento della nostra intervista, ma è più che comprensibile il legame che unisce il fenomeno slovacco e colui che lo ha lanciato nel ciclismo che conta.

Roberto Amadio (foto Bettini)

È bastato però sollevare un piccolo dubbio tecnico per far ritornare Amadio nei panni dell’organizzatore.

Un traguardo alla quota di 2400 metri, chiediamo, non è un azzardo per una corsa di inizio stagione? Un arrivo così richiede a nostro parere una gamba già pronta: “Indubbiamente si – poi precisa – non è una salita durissima, è una salita molto lunga di circa 25km con gli ultimi quattro, cinque più impegnativi, intorno ad un 7-8%. Si tratta comunque di una salita per scalatori. La Movistar ad esempio, che tra l’altro prima mi sono dimenticato di citare, si presenta con una squadra fortissima. Quintana, Carapaz, Anacona. La meglio attrezzata per poter fare la differenza in questa tappa. La tappa però non presenterà difficoltà altimetriche in precedenza, i ciclisti quindi si troveranno da scalare solo gli ultimi 25km di gara, anche se l’altitudine renderà il tutto più difficile, appesantendo le gambe.

Siamo quasi in conclusione, il tempo stringe ma non vogliamo perdere l’occasione di sapere ancora qualcosa dal nostro interlocutore che si è dimostrato più che disponibile ed esaustivo.

Chiediamo allora le ambizioni della Vuelta a San Juan, cioè se vedremo in futuro la corsa argentina, forte anche di starting list a cinque stelle inserita nel Calendario World Tour. “È una bella domanda – sembra schernirsi, per poi precisare – La provincia di San Juan ha attualmente quattro squadre Continental. Nel momento in cui la Corsa locale è stata inserita in Calendario come 2.1 il Governo ha sostenuto questi Club affinché diventassero formazioni Continental. Diciamo quindi che le intenzioni del Governo sono quelle di incentivare localmente la corsa, sia sotto l’aspetto sportivo che sotto quello del coinvolgimento della popolazione. Se in futuro continuerà questa politica non vedo la possibilità di un ulteriore salto di categoria. L’eventuale passaggio alla Categoria World Tour di fatto precluderebbe la partecipazione delle formazioni Continental, vero asse portante del movimento ciclistico locale. Per essere onesti verso la corsa le potenzialità per fare un salto di categoria così importante ci sarebbero anche, ma trovo che la politica finalizzata alla crescita del ciclismo locale e alle sue formazioni sia la soluzione migliore.”

Con queste più che condivisibili parole si conclude la nostra intervista a Roberto Amadio. Un dirigente Sportivo che ha dimostrato in passato e continua a dimostrarlo adesso non solo il suo amore per lo sport del ciclismo, ma anche la sua capacità manageriale ed organizzativa.

Mario Prato

Si ringrazia Roberto Sardella di BagarreToday e Roberto Amadio 0

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