Daniel Guidi, il “Peter Sagan” degli Speaker di ciclismo

Daniel Guidi, il “Peter Sagan” degli Speaker di ciclismo.

Mastromarco, nota anche come “l’università del ciclismo”, un luogo dove si respira ciclismo in tutte le sue declinazioni., è il luogo di residenza di Daniel Guidi, nato a Pontedera. Un simpatico personaggio che dopo aver praticato lo sport del pedale fino ai 18 anni ha capito che il ciclismo pedalato non faceva più per lui. Dopo un periodo dove la bicicletta non faceva parte della sua vita, si è ritagliato uno spazio come Speaker, inventandosi anche un modo tutto suo di salire su di un palco con un microfono in mano. Lo avevamo già incontrato a fine 2016 quando questa sua attività era agli albori. Lo ritroviamo adesso con lo stesso modo di fare, lo stesso entusiasmo ma con gli orizzonti molto più ampi.

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Daniel, ci eravamo lasciati a fine 2016, quando eri “lo speaker nascente del ciclismo toscano”, da allora cosa è successo?

Da quel 2016 e da quella prima gara a Massarella, che è stato il mio esordio, è successo molto, ma continuo a essere uno speaker non tradizionale. Il mio primo precetto è quello di divertirmi senza però venire meno alle esigenze dell’organizzatore e alle caratteristiche principali della manifestazione che mi vede protagonista con il microfono in mano. Voglio precisare che ci tengo a dire protagonista, anche sei i protagonisti veri sono coloro impegnati nella manifestazione. Se affrontassi ogni manifestazione, sportiva e non, in maniera defilata, non riuscirei a rendere della giusta grandezza i veri protagonisti. Tornando alla tua domanda, posso dirti che in questo periodo ho anche capito che ci si può ritagliare uno spazio importante in ambito sportivo senza essere un atleta di alto livello. Spero che questa mia “avventura” sia anche da sprone a chi smessa l’attività agonistica diventi un “campione” in ambito sportivo ritagliandosi uno spazio tutto suo nelle varie figure che ruotano in ambito sportivo, dirigenti, allenatori, direttori sportivi, giornalisti e perché no, anche speaker…

Tra la stagione 2017 e quella attuale del 2018, gli impegni sono aumentati e anche le soddisfazioni. Sono uscito dai confini regionali della mia toscana chiamato per appuntamenti  importanti come “La Via del Sale” di Cervia, la “Granfondo Campagnolo” di Roma, e rimanendo sempre nel Lazio il Circuito PedalaTium. Senza tralasciare alcuni appuntamenti Clou del Ciclismo Toscano come La “Granfondo Paolo Bettini” e la “Mario Cipollini”. Proprio questi due appuntamenti sono stati quelli che mi hanno fatto uscire dalla fase “artigianale” del mio essere Speaker.

Grazie a questi palcoscenici importanti il mio nome è stato sdoganato anche all’esterno dell’ambiente ciclistico amatoriale. La mia agenda si è così infittita anche di Feste di Piazza, Sfilate di Moda, con la “ciliegina sulla torta” di un Camp di Pallavolo che ha visto protagonista tra gli altri anche Maurizia Cacciatori.

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Anche in campo ciclistico i miei orizzonti si sono allargati, in agenda ho aggiunto, mantenendo sempre il mio stile, anche gare sia delle Categorie Giovanile sia della Categorie Agonistiche. La perla di questo mio nuovo ambito è stata il G.P. Industrie del Marmo, gara “internazionale” per categorie Under23/Elite. Uno degli appuntamenti più importanti del Calendario Toscano per i dilettanti.

In questo tourbillon di situazioni, così diverse tra di loro, c’è sempre un filo comune che le unisce. Il mio modo di essere Speaker. A fine 2016 mi potevo fregiare del titolo di “speaker nascente del ciclismo toscano”, oggi però non posso dire che sono diventato grande, ma sicuramente non sono più nascente. Anche se alla domanda come ti definiresti la risposta non può che essere “Non lo so”. Di una cosa però sono certo, il mio modo di presentare è caratterizzato da una certa dose di pazzia. La stessa pazzia che con i dovuti distinguo ha portato Peter Sagan nel mondo del ciclismo professionistico. Una pazzia buona che ha tolto un po’ di polvere ad un ambiente troppo rigido e che si prendeva troppo sul serio.

Tengo a precisare però che questa pazzia non mi fa mai uscire dal seminato, senza mancare di rispetto ne agli organizzatori ne a chi è impegnato a qualsiasi titolo nella manifestazione, siano essi atleti, collaboratori, volontari sul percorso o pubblico.

Proprio riguardo al pubblico tengo però a precisare un paio di cose, che hanno come protagonista questa “pazzia” che è un po’ il mio marchio di fabbrica. Nelle gare soprattutto delle categorie giovanissimi, il mio primo comandamento è quello che i bambini si devono divertire, tengo quindi a cassare, nel modo più educato e persuasivo possibile, tutti i comportamenti che esulano da un clima di festa e di divertimento che veda al centro i bambini stessi. Mi attivo e imbastisco il mio lavoro affinché ci siano applausi e incoraggiamenti per tutti, e sottolineo tutti i piccoli ciclisti impegnati.

Per quanto riguarda invece le corse amatoriali mi sono inventato il “Live in Movimento”. Una fusione tra la moto cronaca e la moto ripresa dove con l’ausilio di un pilota fidato, una GoPro e della necessaria tecnologia, commento quanto succede direttamente dall’interno del gruppo. Questa mia iniziativa rende immediatamente disponibile lo svolgimento della gara, in diretta su smartphone, Computer e smartTV. Una cosa questa che è molto apprezzata non solo dagli organizzatori che vedono la propria creatura trattata come le gare importanti ma anche dal pubblico presente, che non si perde un metro della corsa. Una possibilità questa anche per chi pur non essendo presente a bordo strada può seguire la corsa nella sua interezza.

A fianco di questa attività che lo impegna per la quasi totalità del suo tempo libero, avendo un lavoro “normale” il nostro vulcanico personaggio continua a dilettarsi anche in ambito televisivo. Il suo ultimo “prodotto” si intitola “I Predestinati” ed è stato da lui ideato, scritto e condotto in prima persona. Si tratta di un “reality” che vede impegnati vari concorrenti in ambito ciclistico uniti da una Chat di Whatsapp e che vede delle sfide vere e proprie su dei simulatori in palestra. Il programma è reperibile su youtube, sul canale di ToscanaSprint.

Nel 2016 aveva chiuso la nostra prima intervista con queste parole “Vabbè stiamo con i piedi per terra, dove vorrei arrivare non Ve lo dico perché da piccolo mi è stato detto che i sogni non vanno svelati altrimenti non si avverano, per questo Vi dico che sognare non costa nulla e per questo nella mia umiltà continuo a farlo.” E anche oggi con gli orizzonti molto più ampi e gli impegni aumentati notevolmente, mantiene una certa dose di scaramanzia, non ci dirà niente neanche a microfono spento e taccuino chiuso, ma il suo sorriso la dice lunga, la sua voglia di diventare grande non si è ancora esaurita. Con un’espressione tra il cospirativo e il confidenziale ci permette di dare una rapida occhiata alla sua agenda per il 2019. Notiamo con piacere che oltre alle conferme già ricevute per manifestazioni di “prima grandezza” nel panorama cicloamatoriale, troviamo dei segni e dei richiami che solo lui sa interpretare. Con un sorriso spegne subito la nostra curiosità, prima ancora che una nostra domanda possa intaccare questa nostra reciproca complicità.

Per non lasciarci a mani vuote e con un’espressione interrogativa sul volto, si mette a trafficare in fondo ad un cassetto finché non ne tira fuori alcuni fogli di carta spillati tra loro.

Comincio a leggere un po’ incuriosito e pronto all’ennesima sorpresa di questo vulcanico personaggio.

Mi colpisce subito il titolo “C’era una volta …”, non è difficile capire che si tratta di una favola, conoscendone l’autore però non mi immagino ne lupi cattivi, ne orchi, ne tutto il campionario classico delle favole che hanno animato la nostra infanzia negli anni precedenti all’avvento della TV. Mi immergo nella lettura e scopro fin dalle prime parole che è una favola –Autobiografica–. Racconta infatti in poche righe dattiloscritte la sua storia che poi è un po’ la storia di tutti noi che ci siamo avvicinati al ciclismo da bambini, e poi una volta diventati grandi, siamo rimasti attaccati a questo sport, anche se non ci ricordiamo più quando abbiamo dato l’ultima pedalata.

C’era una volta Daniel, un bambino vivace con tanti sogni nel cassetto.
Un giorno lo zio Renzo lo invitò a visitare la sua cantina.
Daniel si trovò di fronte un qualcosa di magico e misterioso, nascosto sotto un bianco lenzuolo.

Lo zio alzò il telo ed, apparve una bicicletta, un pezzo d’epoca.
Le sorprese non finirono.
Daniel aprì un cassetto e trovò il kit completo preparato con cura dallo zio.
Il cuore batteva forte e gli occhi brillavano di felicità.
Qualche giorno dopo Daniel salì in sella e via per le strade del paese.

Al rientro tutti lo applaudirono, come fosse un campione.
Una sera suonò il campanello di casa.
Daniel si affacciò e rimase affascinato da una macchina un po’ spaziale,era una bellissima ammiraglia. L’amore e la passione per la bicicletta erano così forti che Daniel si ritrovò a gareggiare.

Sacrifici, allenamenti ed il mestiere del ciclista che gli scorreva nelle vene.
La sua carriera sui pedali arrivò fino ai 18 anni, poi il lavoro lo chiamò.
Daniel prese una difficile ed amara decisione: appendere le scarpette al chiodo e parcheggiare la mitica bicicletta in un posto in cantina.

Per 12 anni rimase lontano dal suo mondo fino a quando tornò in pista ma non sulle due ruote.

Una domenica mattina, in una corsa di paese, Daniel (ormai uomo) animò la giornata.
Prese il microfono ed in maniera originale ed innovativa dette energia, sorrisi ed emozioni a tutti.
Da lì in poi Daniel lo conosceranno tutti come lo “Speaker”.
Il ciclismo è magia, è festa.

Non è fondamentale il ruolo che hai nel mondo del ciclismo, l’importante è viverlo e mettercela tutta. Daniel, lo Speaker, purtroppo ancora si recrimina i 12 anni buttati al vento.
Non fare come Daniel,se ami il ciclismo indipendentemente dal ruolo continua a viverlo,perché nel ciclismo puoi diventare un campione anche senza pedalare,il ciclismo ha bisogno di amore e di conseguenza anche di te!

Con stima Lo speaker Daniel Guidi!

Che personaggio che è questo Daniel, non finirà mai di stupirmi. Mentre ero immerso nella lettura, sentendomi seppur in piccola parte anch’io protagonista della favola, come tutti quelli che essendosi avvicinati al ciclismo da piccoli lo hanno ancora nel cuore, si è messo a trafficare al Computer, con l’intento a suo dire di presentarmi la sua ultima “invenzione”.

Prima di chiamarmi presso di lui per guardare il monitor del PC si gode con malcelata soddisfazione le espressioni del mio viso intento a leggere la sua “creazione letteraria”. Una soddisfazione  che lascia trasparire abbondantemente a seguito della mia reazione alla lettura.

Il tempo delle favole però è passato, con insistenza mi fa avvicinare al monitor. Dalle favole che sanno di passato, si passa al futuro. Lo Speaker Daniel Guidi, per citarlo nella sua completezza, si sta inventando una applicazione per smartphone, o per meglio dire una “app” come dicono quelli che di digitale ne sanno.

Attualmente questa app è ancora nella fase embrionale, anche se già scaricabile nella versione beta. A presto e con i dovuti aggiustamenti, suggeriti anche dai primi fruitori sarà disponibile su Play Store.

È giunta l’ora di lasciarci, anche perché conoscendo la persona che ho davanti, ho fretta di chiudere il pezzo, c’è il rischio che mi invecchi tra le mani. Chissà quante altre novità starà studiando anche adesso che stringendoci la mano ci ripromettiamo di rivederci presto.

In chiusura mi permetto di darvi un consiglio. Se capitate nelle vicinanze di una manifestazione animata dal “nostro”, anche se l’oggetto della manifestazione non è di vostro interesse, fateci una cappatina,. L’entusiasmo, il brio e il modo originale di essere speaker di Daniel potrebbe farvi scoprire aspetti che voi ignoravate e vi permetterà sicuramente di passare in allegria qualche ora. Passando qualche ora con lui , a me ha fatto venire voglia di tornare a pedalare sul serio. Chissà se un domani in qualche manifestazione amatoriale non senta citare il mio nome proprio da lui mentre taglierò il traguardo. Se dovesse succedere sono sicuro che la fatica della pedalata svanirebbe in un attimo per far spazio alla gioia di condividere con un personaggio così esuberante ed eclettico la stessa passione.

Mario Prato

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