CORT NIELSEN MINISTRO DELLE VOLATE: TAPPA AL DANESE, VAN AVERMAET RESTA IN MAGLIA ROSSA

Cort Nielsen si impone nella quarta tappa del Tour of Oman 2018 - Photo credit: ©Bettiniphoto

CORT NIELSEN MINISTRO DELLE VOLATE: TAPPA AL DANESE, VAN AVERMAET RESTA IN MAGLIA ROSSA

Magnus Cort Nielsen (Astana) si impone al Ministero del Turismo dell’Oman in una volata ristretta dopo una tappa frizzante caratterizzata da diversi attacchi nel finale. Buona prova degli italiani che salgono sugli altri gradini del podio con Giovanni Visconti (Bahrain Merida) e Alberto Bettiol (BMC). Greg Van Avermaet (BMC) resta in maglia gialla alla vigilia della decisiva quinta tappa con l’arrivo sulla Green Mountain.

Anche se è la più corta con i suoi 120 km scarsi, la quarta tappa del Tour of Oman 2018 presenta un tracciato più simile ad una corsa disputata sulle Ardenne. E se Greg Van Avermaet (BMC) veste già la maglia rossa di leader della classifica generale, chi più di lui può mostrare il suo valore su un percorso che, specialmente nel finale, farà emergere i ciclisti con più classe e talento? La prima parte della tappa da Yiti alla sede del Ministero del Turismo del sultanato è sostanzialmente facile, con due GPM abbordabili nei primi 40 km, ma è nel finale che le cose si complicano con la triplice ascesa verso Bousher Al Amerat, e per questo saranno sicuramente gli uomini di classifica a giocarsi la vittoria finale, anche se poi i 13 Km privi di difficoltà per andare al traguardo dopo l’ultima salita potrebbe consentire al gruppo inseguitore di rifarsi sotto e a qualche velocista di rientare. Dopo la partenza da Yiti iniziavano gli attacchi per formare la fuga di giornata e dopo dodici chilometri in sei riuscivano nell’intento: Jacques Janse Van Rensburg (Dimension Data), Loïc Chetout (Team Cofidis), Rémi Cavagna (Team Quick-Step Floors), Casper Pedersen (Aqua Blue Sport), Pieter Weening (Roompot-Nederlandse Loterij) e Jon Irisarri (Caja Rural-Seguros RGA). La BMC controllava il ritmo della corsa in testa al gruppo e dopo 20 km il vantaggio della fuga era di 2 minuti. Chetout, come già fatto nelle precedenti tappe, iniziava a mietere traguardi intermedi su traguardi intermedi: faceva suo il primo traguardo volante di Al Jissah al km 27 per poi bissare poco dopo al primo GPM al km 31. Era Van Rensburg ad interrompere la “tirannia” di Chetout andando a vincere il secondo GPM di giornata al km 38. Dopo 50 km il vantaggio della fuga sul gruppo era sceso a 1 minuto e 40 secondi. Oltre alla BMC, anche uomini dell’Astana e del Bahrain Merida si posizionavano in testa al gruppo per dare man forte all’inseguimento. Chetout si sfilava dalla fuga che al km 89 affrontava la prima delle tre scalate verso Bousher Al Amerat, in cima alla quale era nuovamente Van Rensburg a transitare per prima. Ai meno 35 il vantaggio della fuga era di poco superiore al minuto. Nel frattempo rimasto solo in testa alla corsa, Van Rensburg si aggiudicava anche il secondo GPM, al km 89, poi veniva raggiunto da Peter Stetina (Trek Segafredo). La coppia in testa si riavvantaggiava sul gruppo di una quarantina di secondi a circa 20 km dall’arrivo, con Stetina che successivamente restava da solo al comando all’inizio dell’ultima ascesa verso Bousher Al Amerat. Il gruppo principale, formato da una ventina di unità, si riportava su Stetina e Gorka Izagirre (Bahrain Merida) era il primo a transitare per la terza volta su Bousher Al Amerat, passaggio questa volta valido come traguardo volante. La BMC riprendeva il comando delle operazioni e imponeva un ritmo sostenuto a circa 10 km dal termine. Van Avermaet e Roche lavoravano per Alberto Bettiol, l’uomo veloce designato per la volata. A spuntarla era, però, Magnus Cort Nielsen (Astana), già protagonista al Dubai Tour, che batteva Giovanni Visconti (Bahrain Merida) e Bettiol. Il danese conquista così la sua prima vittoria stagionale, dopo essersi imposto nella classifica del miglior giovane alla citata corsa di Dubai. La classifica generale resta invariata nelle prime posizioni con Van Avermaet in maglia rossa con 9 secondi di vantaggio su Andrey Lutsenko (Astana) e 13 secondi su Nathan Haas (Katusha). Domani quinta e penultima tappa da Sama’il a Jabal Al Akhdhar, lunga 152 km. È la tappa principale della breve corsa omanita, con l’arrivo in altura sull’altrimenti detta Green Montain: gli ultimi 3 km con pendenze in doppia cifra decideranno come al solito il vincitore della corsa mediorientale.

@IlCiclismo.It/Giuseppe Scarfone

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