Tour 2015: “Purito” primo nella tappa di Huy e delle cadute

Photos: © Tim De Waele / Team Katusha

Ci sono luoghi nello sport e nel cilcismo in particolare che non si rischia nessuna blasfemia a definirli “luoghi sacri”. Si pensi a Wembley o al Maracanà per il calcio, al circuito di Silverstone, dove nata la Formula 1, o l’isola di Man per gli sport motoristici, o per restare nin tema con lo sport che stiamo trattando non si può non mettere in questo elenco la Foresta di Aremberg, giusto per citarne uno. Tutti luoghi dove lo sport e la passione popolare trasformano semplici sportivi, in personaggi mitici, in leggende viventi. Oggi per la sua terza tappa il Tour de France ne ha preso in prestito uno. Il Muro di Huy, luogo simbolo della Freccia Vallone. Una salita breve, ma interminabile. Un luogo che ha sempre premiato chi nonostante il furore agonstico del momento lo ha saputo affrontare con il dovuto rispetto, come se si entrasse in un luogo di culto. Per vincere in questo luogo, la storia e la cronaca ha insegnato che non bastava una sparata per affrontare la strada che sale di slancio ma dosando forza e dinamismo, centellinando le energie e controllando con un’occhio la pendenza sempre più impegnativa e con l’altro gli avversari.

Oggi il più forte, il più astuto e quello più in grado di dare del tu a questa salita simbolo non solo di una gara ma di tutto il ciclismo è stato Joaquim “Purito” Rodriguez, davanti alla nuova maglia Gialla Froome e al francese Vuillermoz a 4”. Il tedesco Tony Martin giunto quarto, ha visto sfumare la possibilità di indossare le insegne del primato a causa dell’abbuono conquistato dal Keniano della Sky.

Tra i “Fab Four” di questo Tour, ovviamente quello messo meglio sia all’arrivo che in classifica è il portacolori della Sky. Nibali e Quintana giunti insieme a 11” dalla coppia di testa ora sono nella Generale rispettivamente 13° e 17°. Il siciliano a 1’38£, mentre il Colombiano a 1’56”. Meglio nella Generale invece Alberto Contador. Il vincitore del Giro 2015, pur arrivando al traguardo 12° con un ritardo di 18”, in classifica, grazie al tesoretto di ieri risiede in ottava posizione a 36”.

Prima della emozionanti fasi finali però la tappa odierna ha vissuto dei veri e propri attimi di paura. Ai meno 50 una caduta innescata dal corridore della FdJ William Bonnet, ha mandato per le terre una buon numero di ciclisti. Il numero di atleti coinvolti e necessari di intervento sanitario era così elevato che tutti i mezzi deputati al soccorso al seguito si sono dovuti fermare per prestare il loro servizio. Lasciando di fatto scoperto il restante plotone lanciato verso il primo GPM di giornata. Regolamento alla mano la direzione di corsa ha così neutralizzato la tappa. In un primo tempo fermando chi non era rimasto coinvolto nella caduta, permettendo così a chi era potuto ripartire di raggiungere il plotone. Una volta serrati i ranghi e risistemato ciclisti e biciclette il plotone si è rimesso inn moto a velocità controllata fino allo scollinamento del primo GPM. Una volta passato l’ormai inutile striscione, è ricominciata la tappa, interpretata magistralmente dalle squadre che ambivano a mettere la propria firma con una vittoria in un luogo simbolo come lo è l’arrivo di oggi.

I postumi della caduta non hanno permesso alla maglia gialla Cancellara di difendere la sua leadership. Lo svizzero appena in testa al plotone si èè accesa la bagarre ha alzato bandiera bianca, forse con l’intenzione di salvare la gamba in previsione del “suo” pavè, previsto per domani..

Peggio dello svizzero le cose sono andate al già citato Bonnet, a Tom Dumoulin (Giant-Alpecin) e a Simon Gerrans (Orica Green Edge) costretti ad abbandonare la corsa dopo solo tre giorni di gara.

Mario Prato

 

Photos: © Tim De Waele / Team Katusha

 

 

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